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Attualità, In Evidenza

La trave nei nostri occhi: è ora di guardarla bene e toglierla

Agosto 22, 2021

È facile compiangere le donne di Kabul. Kabul è laggiù, mica qui.

E noi gente comune non possiamo far nulla contro l’ignominia che leggiamo e vediamo dai media.

Invece possiamo fare per contrastare, vanificare, forse evitare, che qualcosa di simile accada anche a noi.

Le nostre ragazze, le nostre bambine vivono come scontato lo stile di vita libero, le opportunità molto vicine ad essere pari.  Credono sia tutto ovvio, studiare, lavorare, guadagnare, andare in giro seminude, uscire in libertà – con qualche necessaria precauzione riservata alle femmine – convivere, restare o ridiventare singole: insomma, la nostra normale vita. Devono invece sapere che tutto ciò va conservato e per questo difeso.

Non parlo delle comode lagne delle cosiddette femministe, ma del difendere la dignità delle donne. Che significa impedire violenze e soprusi ai delinquenti nostrani e non.

Sembrano una presa in giro tutti quei gentiluomini lasciati a domicilio con obbligo di restarvi e di non avvicinarsi alla donna maltrattata (qualcuno creda che questi dictat siano rispettati?), oltre a quelli lasciati in pace nonostante denunce su denunce.

L’obbligo scolastico non deve significare soltanto la presenza fisica in scuola, ma soprattutto la conoscenza e la comprensione delle nostre leggi, della cultura europea, del rispetto dei diritti della persona.  Altrimenti, bocciare.

Ancora a scuola, invece che straziare il giusto impulso sessuale in una serie di “nozioni” che lo degradano a vaghe informazioni fisiologiche e anatomiche, insegnino il rispetto. E rispetto le famiglie devono insegnare, hanno l’obbligo morale di insegnare. Il rispetto, che inizia dal riconoscere l’altro: salutare, ringraziare, ascoltare, comprendere. E tutte e tutti devono sapere che nulla è scontato: a scuola, insegnino la storia recente delle donne in Italia, la rendano oggetto di studio; chi sia Franca Viola, perlopiù i giovani non lo sanno.

Autorità, autorità sagge devono divenire i genitori; i tanti che lasciano comandare i figli piccoli devono rendersi conto che ne fanno dei presuntuosi insicuri, preparandosi a una vecchiaia subordinata.

E in famiglia, attenzione a non fare commenti irriguardosi, anche fossero scherzosi, sulle donne, quelle dello spettacolo e tutte le altre. Un commento svalutante da parte del padre giustifica lo stesso stile da parte dei figli e umilia le figlie.  E attenzione a non dare per scontato, come purtroppo succede sovente, che alle bambine, e meno o nulla ai bambini, siano affidati lavori casalinghi.

Chi ha potere va fortemente stimolato a prendere provvedimenti pesantissimi contro chi non rispetta le nostre leggi. Chi pratica anche nel nostro paese le infibulazioni. Chi non permette alle figlie scelte libere. Le signore e signorine sedicenti femministe, o ritirino questa abusata definizione o si muovano davvero, non in difesa di chi non ha bisogno di esser difeso, ma di chi bisogno ne ha. In questi giorni sono comparse sui social le emozionanti opere dell’artista afgana Shamsia Hassani. Si conoscono e pagano obbrobri che usurpano il nome di arte, perché di lei quasi nessuno sa nulla? Si facciano mostre delle sue opere, con la spiegazione di ciò che succede a un’artista in mano ai talebani, e non solo. A tutta l’arte, dalla musica alle parole ai segni. Perché sono libertà. Se non difendiamo da subito la nostra, il rischio di limitazioni future ai avvicina.

Federica Mormando

psicoterapeuta e psichiatra

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