“Se potessero levarsi la maschera tutti ad un tratto, udreste che risata!”, scriveva Fogazzaro in Malombra. E mai come oggi, questo concetto risuona nell’attualità di un mondo devastato dalla pandemia. Scrittore e poeta italiano, Antonio Fogazzaro sventola dalle biblioteche, chiuse da troppo tempo, le sue perle che tanto fecero scandalo. Nato in un ambiente famigliare agiato e patriottico – la famiglia è impegnata nella lotta antiaustriaca – riceve un’educazione di stretta osservanza cattolica. Sulla sua formazione, influisce profondamente Giacomo Zanella, suo insegnante al Liceo di Vicenza; questi non solo stimola in Fogazzaro la vocazione alla letteratura ma gli trasmette anche l’interesse per il problema del rapporto tra fede religiosa e progresso scientifico, tema che diventerà centrale nella ideologia del futuro scrittore e poeta. È con la sua Marina di Malombra, come la Karenina e Madame Bovary, che Fogazzaro rappresenta l’inquietudine di un mondo che, già allora, stava cambiando. Perché Marina appare assolutamente moderna, nel suo tendere a rappresentare le radici delle inquietudini femminili contemporanee, tanto da potersi considerare, in un certo senso, una creazione più grande del suo stesso autore. In lei, Fogazzaro ha saputo cogliere i segni premonitori di una crisi epocale. In lei, non possiamo fare a meno di dirlo, si riuniscono oltremodo anche quell’atmosfera torbida e sensuale e quella spinta all’autodistruzione, alla degradazione, che stanno fra gli echi della Scapigliatura e i presentimenti del Simbolismo. Ma soprattutto, in lei risiede un’inquietudine, una tensione cerebrale, una fragilità nervosa e una disperata frustrazione che sono, tutte sensazioni, estremamente moderne. E anche oggi, momento in cui tutti gli uomini, oltre che le donne, sono belli, intelligenti, superbi, ma anche tormentati da demoni e fantasmi del successo, del denaro, della fama, dell’apparire, ecco che qualcosa è arrivata per disgregare, per umiliare l’orgoglio. E oggi, il nostro nazionalismo, forzato, è diventato un piccolo mondo antico. Anche se forse, un po’, manca il cosmopolitismo di un tempo.
Alessandra Pirri


