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“Proprio come voleva lei” (Ma davvero?). Il punto della psicoterapeuta Mormando sui danni dei social sui minori

Gennaio 24, 2021

“Voleva essere la regina, la star di Tik Tok e c’è riuscita. È finita proprio come voleva lei”. I giornali riportano questa frase del padre della bimba soffocata dalla cintura suggerita dalla macabra suggestione su Tik Tok.

RESPONSABILITÀ E INFORMAZIONE

Giusto dire che criminale è Tik Tok insieme a quelli che così lo usano. Ma la prima responsabilità sui figli piccoli è dei genitori.  Solo che per esercitarla, la responsabilità, bisogna sapere cos’è. Riconoscerne i parametri. Magari essere almeno un po’ informati di ciò che succede nel mondo.

La piccola aveva ricevuto un cellulare, che ora è stato sequestrato, come regalo per il suo decimo compleanno. “Mi fidavo di lei”. Che significa, fidarsi? Significa non controllare se una attraversa la strada senza guardarsi intorno? Significa – e mi riferisco a tante altre morti giovani, lasciare che due ragazze vadano in giro di notte a piedi chissà dove? Significa non controllare il cellulare di una bambina che ci sta su delle ore, e non per la scuola a distanza? E non almeno incuriosirsi se la stessa bambina vuole una cintura? Significa non sapere che ci sono “giochi” che spingono al suicidio? Eppure, secondo le ricerche pubblicate da Skuola.net 1 ragazzo su 6 conosce questa Blackout Challenge, e 1 su 5 ci ha sfidato sé stesso almeno una volta.

E chi regge questi mondi  illudendosi di diventar famosissimo, e probabimente ricco diventandolo davvero? Per la classifica dei TikToker più celebri del 2019, stilata da Buzzoole, al primo posto è tal Luciano Spinelli, diciottenne, con oltre 7 milioni di seguaci.

Il quale, dal basso di presunta e ignorante saggezza, posta massime tipo:“Ho sempre lottato per poter essere me stesso, per tracciare una strada che fosse solo mia. Anche quando non sapevo ancora chi ero, sono sempre stato certo di una cosa: non volevo indossare una maschera, volevo avere il coraggio di andare per il mondo a testa alta”.

C’è parecchio da dire su queste massime che impazzano sui social, ma rimando la trattazione. Solo un appunto: riflettere sul significato vero delle parole: lottare, essere me stesso, una strada solo mia, coraggio, testa alta.

Lo so, che chi legge questi pezzi è di solito persona sensata, che quindi si parla a chi pensa più e meno le stesse cose di chi scrive. Però, i saggi che leggono, hanno talora contatti con gli scriteriati, e dovrebbero avvisarli. E le scuole, magari al posto dei seminari gender, dovrebbero rendere obbligatori seminari brevi sui pericoli più frequenti che corrono bambini e ragazzi. A qualcosa, a qualcuno, servirebbe.

Antonella aveva decine di profili Instagram, Facebook e TikTok. I genitori lo sapevano. “Rubava sempre il cellulare a sua madre e scaricava TikTok. Allora ci siamo arresi” Da parte mia, tutti i più lacrimosi complimenti!

“Non ho mai avuto l’esigenza di controllarla – dice sempre il povero padre – non le ho mai sequestrato il cellulare per vedere cosa facesse. Perché tra noi non c’erano segreti.” Illusione liberatoria, con rinforzo: “Forse in quei 5 minuti mia figlia non è stata più lei”. Ah! L’unica fragile discolpa per Tik Tok è l’introduzione, dal febbraio 2020, del filtro famiglia, poco conosciuto da chi non si informa, che associa il profilo di un adulto a quello di un minore di cui ha la responsabilità, in modo da intervenire su alcune funzionalità di “controllo applicazione.

I SUDDITI VOLONTARI (ma cos’è la volontà?)

Resta da capire perché una bambina ritenuta normale sia attirata da un “gioco” che porta alla morte. Ci risiamo con l’eroismo finto, la prova ritenuta di forza che è invece di debolezza. Della debolezza del suddito volontario. Siamo a parlare di regole e autorità. I bambini hanno bisogno di autorità intelligente per crescere sicuri di sè, e questa è oggi estremamente ridotta, oppure mischiata alla prepotenza che ispira la ribellione, da parte di istituzioni e famiglia,. 

I bambini e i giovani hanno bisogno di entusiasmarsi per qualcosa, mentre oggi la noia regna sovrana, insieme al sonno della ragione. Non più gli oratori, non più gli ideali, non più il facile accesso al mondo dell’arte e del sapere. Perfino le esibizioni sportive e i saggi fine-scuola adesso sono sbarrati.

Arriva un bruto, propone un gioco competitivo, spacciato per prova di forza e di coraggio. Ed ecco chi ci casca. E in questo caso ci muore.

Ad agosto 2020, TikTok ha superato 1 miliardo di utenti in tutto il mondo.

C’è da dire che se “adulto” era sinonimo di buon senso, ora bisogna riformare il dizionario. Adulto indica soltanto un’età.

Federica Mormando

psicoterapeuta e psichiatra

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