“Lassa pur ch’el mond el disa (ma Milan l’è on gran Milan)”. E Meravigli Edizioni, principale realtà editoriale specializzata su Milano, continua con le edizioni su Milano e il suo dialetto. Sconto del 5% su un ordine minimo di 29 euro. In più, album in omaggio e spedizione gratuta in tutta Italia.
Difficile parlare di origine del dialetto milanese, visto che il suo sviluppo, come quello di ogni lingua, avviene in maniera graduale e dall’incrocio di culture diverse. Per riuscire a risalire alla nascita del dialetto parlato a Milano e dintorni, comunque, bisogna risalire almeno all’epoca in cui i romani colonizzarono l’Italia settentrionale, all’epoca abitata dai celti. Milano era Medhelan, poi trasformata in Mediolanum dai romani, che doveva probabilmente significare ‘luogo sacro, centro di perfezionamento in mezzo alla natura’. E qui, nella Gallia Cisalpina, il latino parlato dai coloni, naturalmente meno colto e complesso del latino scritto e letterario, venne a contatto con le diverse parlate preesistenti sul territorio e non poté evitare di assumerne alcuni elementi. A questi influssi precedenti (che in linguistica si chiama il ‘sostrato’ di una lingua o di un dialetto), che nel caso del milanese cono le lingue gallo-celtiche, risalgono i tipici suoni ü e oeu, che infatti non esistevano nel latino e sono tuttora sconosciuti all’italiano. Caduta Roma nel 476 d.C., arrivano le popolazioni barbariche a complicare ulteriormente la faccenda, visto che nuove caratteristiche si assommano alle precedenti, trasformando la peculiare forma di latino parlata allora nella zona della Lombardia in quello che oggi chiamiamo dialetto milanese (e che era ovviamente diverso da quello attuale). Il primo documento scritto in dialetto risale al 13° secolo: le opere volgari (ovvero non scritte in latino) del celebre Bonvesin de la Riva, autore di molte storie di Milano in cui, nonostante l’influsso latineggiante, si possono scorgere i tratti del dialetto milanese medievale. E il dialetto di Milano viene chiamato anche meneghino, nome derivante proprio da Meneghino, personaggio del teatro milanese, diventato poi una maschera della commedia dell’arte. Ma c’è un’altra ragione per cui si chiama meneghino. Infatti, il termine deriva dalla parola domenichino, che indicava la lingua parlata dai dominici, ossia i sottoposti del dominus, il signore. In pratica, si trattava di una lingua volgare parlata da tutte quelle persone che per la loro condizione sociale non parlavano correttamente il latino, parlato dalla nobiltà. Rispetto all’italiano, il milanese ha più vocali e ha molte parole che terminano con una consonante.
Dopo oltre quarant’anni di attività, la Meravigli annovera un ricchissimo e variegato catalogo. La maggior parte delle sue pubblicazioni diventano, nel tempo, dei long seller, cui si affiancano degli autentici best seller, primi fra tutti i romanzi storici di ambientazione milanese della collana Pagine disparse.
Alessandra Pirri


