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Coronavirus, il cardiochirurgo Salvatore Spagnolo spiega come l’eparina può scongiurare la morte in un paziente positivo

Ottobre 26, 2020

Scongiurare le complicanze. E, quindi, la morte. Ed è il dottor Salvatore Spagnolo, cardiochirurgo, attualmente corresponsabile presso la cardiochirurgia dell’Iclas di Rapallo (Ge), che spiega come l’eparina rappresenti il secondo pilastro nel trattamento del covid-19. Già lo scorso 23 ottobre, in una intervista sul Corriere della Sera, il prof. Nicola Magrini, direttore generale dell’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, aveva dichiarato che, dopo il cortisone, l’eparina salva da eventuali trombi ai polmoni, grossa complicazione del covid-19, che ha portato tanti pazienti alla morte. “Questa dichiarazione è molto importante, perché autorizza i medici di base a somministrare questo farmaco nei pazienti con covid – afferma il dottor Spagnolo -. Ho notato tuttavia che, purtroppo, questo farmaco è utilizzato abitualmente solo nella fase avanzata della malattia. Noi, e un numero sempre crescente di medici delle terapie intensive covid, riteniamo che la causa di morte per coronavirus non sia ascrivibile solo alla polmonite, ma anche a una embolia polmonare diffusa, molto spesso associata a ictus cerebrale, a infarti multipli cardiaci, epatici, renali e intestinali. La caratteristica principale del coronavirus, a differenza dagli altri virus, è quella di non danneggiare solo i polmoni, ma di entrare nei vasi polmonari e di moltiplicarsi nella loro parete interna (endotelio). Il danno causato sull’endotelio, innesca la formazione di coaguli, principali responsabili della sintomatologia e dell’alta mortalità che caratterizza il coronavirus. Questo virus passa dalle narici nel polmone, e determina un danno sia della parete polmonare che dei capillari sanguigni. Il virus naviga nel sangue, spinto dalla corrente ematica, e si riproduce all’interno della parete endoteliale. La distruzione dell’endotelio causa embolia non solo polmonare, ma anche nel cuore, cervello, reni. La somministrazione a domicilio dell’eparina e dell’aspirina, blocca quindi la formazione dei coaguli”.

Il cardiochirurgo Salvatore Spagnolo

Una ulteriore conferma che i farmaci anti aggreganti e i farmaci anticoagulanti, somministrati all’inizio della malattia, possano ridurre la mortalità nei pazienti con covid 19, arriva dall’Università Americana del Maryland. Mettendo a confronto le cartelle cliniche di centinaia di pazienti, un team di ricerca ha rilevato che l’uso abituale di aspirina ha ridotto in modo significativo il rischio di ricovero in terapia intensiva e di morte.

L’eparina agisce in tre modi – continua il dottor Spagnolo -. 1) impedisce la formazione dei microtrombi polmonari, motivo dell’abbassamento dell’ossigeno nel sangue all’inizio della malattia. 2) Si fissa agli spyke della parete del virus e non permette loro di entrare nell’endotelio dei vasi sanguigni. 3) Impedisce la formazione di trombi nelle vene delle gambe, che sono causa di embolia polmonare massiva e causa di morte in molti pazienti allettati nelle terapie intensive. Mi auguro che il prof. Magrini, nelle linee guida del trattamento dei pazienti positivi al covid, senza sintomi, curati a domicilio, faccia inserire l’aspirina, e faccia introdurre l’eparina a basso peso molecolare (Enoxaparina, clexane ecc.) alla comparsa dei primi sintomi. Tali terapie sono state da me avanzate e proposte sin dal mese di marzo scorso, e ho anche pubblicato, il 1 aprile 2020, un mio estratto sul Journal of Cardiology Research Reviews & Reports, dal titolo: ‘Covid-19 as a Cause of Pneumonia and Diffuse Peripheral Pulmonary Embolism. Early Anticoagulant Treatment to Prevent Thrombi Formation’. Attualmente, anche medici americani ritengono che l’embolia sia originata dai fattori infiammatori legati alla polmonite e, per favorire lo scioglimento dei coaguli, è stata introdotta l’eparina, che ha migliorato il decorso clinico della patologia. La somministrazione di questi farmaci blocca l’azione del coronavirus, e può pertanto ridurre il numero dei ricoveri e dei morti”.

Alessandra Pirri

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