Non è il caso di evocare i pasticci, le contraddizioni, le sciocchezze dette scritte trasmesse sulla riapertura (o no) delle scuole, anche se fra le cose incomprensibili c’è la faccenda dei monobanchi. Non ho capito perché: “C’è proprio bisogno di banchi nuovi, visto che:
1) moltissime scuole li hanno già,
2) nei banchi a più d’un posto basta mettere un bambino solo.
Il fatto è che nessuno, che io sappia, dica che la premessa e l’obiettivo della sicurezza assoluta sono semplicemente impossibili. Quindi ci si deve rassegnare alla sicurezza (molto) relativa, che comprende le precauzioni già note. Ma il “non è possibile” come il “non so” pare bandito dalla contemporaneità. Meglio raffazzonare ipotesi mutevoli, meglio proporre svariati e inutili, se non dannosi, provvedimenti, piuttosto che ammettere che la sicurezza assoluta non è di questo mondo né per questo virus, che la conoscenza dello stesso non c’è se non parziale. Che non siamo onnipotenti, insomma. Si propaganda una visione della vita, della scienza, delle possibilità umane errata, che porta alla colpevolizzazione anche di chi non c’entra e alla mitizzazione di chi non se lo merita. E che avvilisce chi compie tutti gli sforzi possibili per migliorare la vita e diminuire la probabilità di disastri e fallimenti.
Federica Mormando

psichiatra, psicoterapeuta


