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Economia, In Evidenza

Lavoro: 1,2 milioni di disoccupati dopo Ferragosto

Giugno 07, 2020

Speriamo che le stime della Commissione Europea non si avverino. Perché sarebbero 1 milione e 200 mila i disoccupati italiani da qui a ottobre. Il blocco dei licenziamenti cesserà il 17 agosto 2020 e molti temono che quel giorno partiranno migliaia di lettere di licenziamento. Sono migliaia le piccole e le micro imprese che non potranno reggere le nuove sfide del mercato e saranno costrette a licenziare e vendere o licenziare e chiudere.

Come sempre saranno le piccole e le micro imprese a subire i contraccolpi della crisi economica. E stavolta di soldi per i sussidi non ce ne sono più: nel mese di maggio il Tesoro aveva un buco di 25,5 miliardi di euro e per riempire le casse vuote ha emesso un nuovo Btp a 10 anni e ha preso accordi con le banche per non ritrovarsi con un inoptato svilente per l’operazione.   Per le piccole e medie imprese schiacciate dal regime fiscale oneroso e complicato, non ci sono facilitazioni né sconti da parte dello Stato. Una situazione incomprensibile, visto che il ministro Roberto Gualtieri sbandiera una profonda consapevolezza dei problemi della nazione. Invece di pensare a come non far morire le imprese, sta lavorando sul progetto dell’economia cashless, un’Italia dove si incentivano i pagamenti digitali, senza contante. Per ridurre la circolazione del ‘nero’. Ottima idea, peccato che se la gente non compra e le imprese non producono, le partite iva chiudono e le fatture elettroniche e gli scontrini elettronici non si emettono. Ora abbiamo un problema di debiti verso i fornitori di tante imprese produttive ma soprattutto commerciali che sono enormi in certi casi (es. strumenti musicali, tessile e abbigliamento, distribuzione di complementi casa, tanto per fare qualche esempio).

Tutta l’talia e anche la ricca Milano denunciano migliaia di canoni di locazione non pagati, di merci invendute e soprattutto debiti tributari impossibili da onorare. Molte imprese sono costrette a licenziare i dipendenti senza poter neanche pagare la buonuscita.  In caso di fallimento, i dipendenti potranno invocare la legge  n.297/1982 di cui all’art.2 e del Dl.gs n.80/1991 art. 1 e 2,  per il fondo di garanzia del TFR e crediti di lavoro: prevede il pagamento di questi costi a carico dello Stato. il pagamento avviene mezzo l’INPS territoriale. Dunque meglio lasciar perdere le vacanze, se sul posto di lavoro non tira una buona aria, e meglio andare a informarsi in anticipo su quanto c’è da fare a titolo individuale.

Katia Ferri Melzi D’Eril

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