“Crumbilng” (“Disfacimento” in italiano) è il nuovo singolo della cantautrice vicentina Camilla Fascina che canta la solitudine delle generazioni moderne. Una tematica forte che, soprattutto in questo periodo di distanziamento sociale dovuto al coronavirus, fa capire come questo fenomeno fosse presente anche prima del lockdown. Il pezzo è una richiesta di aiuto, di un abbraccio in un mondo dove i rapporti si vivono tramite la freddezza dei social network che vanno sempre più sostituendo il calore di un incontro reale. Camilla Fascina, autrice di brani sia in italiano che in inglese, supportata dalla band che lei stessa ha fondato nel 2018, “Gli Edwig”, torna a cantare sulle note di un rock raffinato, impegnato ed allo stesso tempo suggestivo. Accompagnata alla chitarra da Leonardo Zago, al basso da Andrea Maggio e alla batteria da William Moor, l’artista veneta nel videoclip di “Crumbling”, uscito in anteprima il 22 maggio sul sito del Mei (Meeting degli Indipendenti) e su l’Arena.it, si esibisce in una canzone struggente e trascinante in cui gli strumenti vengono distorti e sintetizzati per dare ancora più forza al racconto e alle immagini eloquenti che si susseguono.
Il video è uscito ufficialmente giovedì 28 maggio sul canale YouTube degli Edwig https://www.youtube.com/watch?v=7nI4oUoXbqE. “Nella stanza del video io sono diventata un robot. Non distinguo più la realtà dall’immaginazione. Ho il visore sul volto per isolarmi dalla realtà. Ma nel mio video provo ad offrire un messaggio positivo: si può uscire dall’isolamento, grazie alla musica e alle amicizie“. Ha detto Camilla che per realizzare il video si è ispirata ad un documentario sugli “Hikikomori”, termine che in Giappone indica quella categoria di adolescenti che vivono chiusi per anni nella loro stanza senza che i genitori riescano a dissuaderli. “Il rischio più grande – continua la cantautrice vicentina- di cadere in questa forma di isolamento si presenta negli anni tra la scuola media e le superiori. Gli Hikikomori raccontano di avere difficoltà nel presentare il loro corpo agli altri. Per loro, la tecnologia, più che un sistema di connessione e socializzazione, diventa l’unico mondo possibile e li porta alla reclusione. La loro forma di esclusione sociale è stata paragonata alla tradizione dell’Harakiri, il suicidio che si pratica in Giappone, secondo un antico rituale samurai, dovuto alla perdita dell’onore“.
Questa forma di reclusione volontaria, però, non è circoscrivibile solo alla terra nipponica. E proprio quest’ultimo aspetto ha ispirato Camilla nella realizzazione del suo ultimo videoclip “Mi ha colpito molto il fatto che questo fenomeno si stia diffondendo anche in Italia, tanto che è stato creato su FB il gruppo “Hikikomori Italia”.
Giacomo Maria Prati


