Wednesday, September 09, 2026

Economia

È giusto aumentare il caffè al bar? Scatta la polemica tra Codacons e Istituto Espresso Italiano

Maggio 25, 2020

Caffè al bar, scatta la polemica. Sul prezzo, ovviamente, che secondo il Codacons sarebbe rincarato senza motivo dopo il lockdown.  Che secondo l’Istituto Espresso Italiano sarebbe invece adeguato al momento. Che – listini alla mano – la tazzina costi più cara, è un fatto. In centro come in periferia, nelle metropoli ma pure nei paesi. Che qualche barista abbia addirittura esagerato, non si può negare. Che molti abbiano però migliorato le qualità offerte, per distinguersi dalla concorrenza e dalle onnipresenti macchinette, è altrettanto vero.

Il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, alla pace non ci sta. Sostiene che in Italia si consumano maggiori tazzine rispetto al resto del mondo e pretende più moderazione nei rincari. Così le 34 imprese dell’Istituto Espresso (700 milioni di euro di fatturato), raccolgono la sfida e replicano, però numeri alla mano. “Questi dati non ci risultano. In altri Paesi, per esempio in Nord Europa, i consumi sono più alti rispetto all’Italia e il caffè si vende pure a prezzi più elevati – spiega il presidente Luigi Morello -. Il prezzo di un espresso in Italia è tra i più bassi in Europa. In Nord Europa si va da 2,36 a 3,00 euro, in Austria e in Germania tra 1,75 e 1,90, in Francia 1,60, in Spagna 1,39, in Russia e in Polonia 1,50 e in Grecia e in Romania 1,30. Da noi si va da 1 euro in su, dipende dal locale. Mentre il caffè delle macchinette che prima era tra 0,40 e 0,50, ora con i bicchierini di carta e le palette di legno, parte da 0,55. Noi pensiamo che il barista abbia tutto il diritto a fissare il prezzo del caffè nel suo locale e che le tazzine di maggiore qualità debbano essere valorizzate con prezzi adeguati (non accade d’altronde così nel mondo del vino?). Saranno i clienti – conclude Morello – a valutare il rapporto qualità-prezzo: questa è la forza del libero mercato».

Luigi Morello

La categoria bar è indubbiamente in sofferenza, in questi giorni. Non tutti erano stati bravi ad organizzarsi per l’asporto e non tutti sono in grado di recuperare in fretta un ruolo nella socialità di un paesino o di un quartiere. Proprio qualche giorno prima della riapertura, un sondaggio condotto a inizio maggio dall’agenzia internazionale YouGov per conto dell’Istituto Espresso Italiano ha evidenziato la volontà degli italiani di premiare con un prezzo maggiore i baristi che investiranno in qualità migliore e applicheranno con zelo le norme di disinfezione e sicurezza. Che dire? Con i rincari che si vedono in giro, ci aspettiamo come minimo di berlo finalmente caldo anche al tavolo e con i separé di plexiglass firmati da un designer.

Katia Ferri Melzi d’Eril

Katia Ferri Melzi d’Eril

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