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Coronavirus e Fase 2: l’insubordinato ed incosciente comportamento esprime innanzitutto noncuranza e ignoranza
Gruppi e gruppetti senza mascherina nel dì di riapertura. Non è per nulla strano. Interessante, si fa per dire, che ci si stupisca e indigni: significa non avere consapevolezza delle conseguenze ovvie di fattori sociali assai evidenti, a chi vedere sa e vuole.
Punto primo: visto che non è una novità, come mai non c’erano abbastanza addetti alla vigilanza non dico a disperdere, ma ad impedire l’accesso insubordinato?
Punto due: siamo forse stati abituati a disciplina, obbedienza e soprattutto fiducia, meritate dalle istituzioni?
Punto tre: non accusiamo prevalentemente i giovani. Adulti e anche anziani – forze permettendo – si sono esibiti a volto scoperto. Sono peraltro loro ad aver addestrato alla rovescia figli ed allievi.
Cosa esprimono gli allegri volti scoperti in movide e assembramenti?
NONCURANZA
L’insubordinato ed incosciente comportamento esprime innanzitutto noncuranza, dettata dalla sfiducia nell’attendibilità delle prescrizioni. Inutile elencare i numerosi step con cui i governi hanno scalato la vetta dell’inattendibilità.
RIBELLIONE
Esprime anche ribellione, una volta appannaggio dell’adolescenza, ma oggi – quando c’è – di ogni età. La ribellione è l’illusione di affermare la propria indipendenza dall’autorità. In realtà chi si ribella riconosce l’importanza di un’autorità, che spera di annientare. Distinguiamo fra le ribellioni serie, quelle eroiche contro le dittature, da quelle burla, come i cortei contro la scuola, e da quelle sceme, contro le mascherine.
IL PROBLEMA È TUO
Quante volte abbiamo sentito questa frase? Se senza mascherina posso contagiarti, il problema non è mio.
ONNIPOTENZA
Dovrebbe essere tipica degli adolescenti, che senza esperienze e al massimo della forza si credono invincibili, cioè immuni. Appartiene anche a molti adulti boriosi e giovanilisti.
IMPULSO
Tutti o quasi abbiamo avuto un moto di gioia alla riapertura delle vie. Da decenni si insegna in ogni modo a cedere agli impulsi piuttosto che a ragionare. Ed ecco l’impulso a uscire e ritrovarsi tutti insieme, in libertà cieca.
A gruppi di persone illogiche, ignoranti, irrispettose, bisogna almeno far paura. Di che hanno timore gli allegroni sui Navigli? Del virus abbiamo visto che no. Di genitori neppure. Di vigili forse? Mica erano all’imbocco delle strade che si sapevano le più frequentate a vigilarne e limitarne l’accesso!
Federica Mormando

psicoterapeuta e psichiatra


