È scomparso a soli 48 anni uno dei grandi protagonisti della musica italiana, il grande pianista e compositore Ezio Bosso. Con il suo sorriso, la sua simpatia e la grande sensibilità artistica sapeva commuovere e divertire. L’avevo salutato, con grande emozione alla fine di uno dei suoi ultimi concerti, quello del 31 marzo 2019 organizzato dalla Fondazione “La Società dei Concerti” nella Sala Verdi del Conservatorio di Milano. Con la Stradivari Festival Chamber Orchestra, ci aveva regalato una memorabile ‘verticale’ di Ludwig van Beethoven: la Leonore Overtoure n.3, il Triplo Concerto op.56 e la Sinfonia n. 5 in do minore, op. 67.
Colpito da una grave malattia neurodegenerativa, combatteva dal 2011 contro un male che lentamente gli ha prima impedito di suonare, e poi gli ha tolto la vita. Nel 2016 è stato apprezzato dal grande pubblico grazie all’invito al Festival di Sanremo come ospite d’onore. Durante la serata del 9 febbraio incantò milioni di spettatori con il brano “Following a Bird”, tratto dal suo album The 12th Room.

La sua ironia e la grande forza di volontà lo hanno reso una figura amatissima e riconosciuta a livello internazionale. Viveva sempre in viaggio, dirigendo le migliori orchestre d’Europa. Aveva collaborato anche con il mondo del cinema, componendo le colonne sonore dei successi del regista Gabriele Salvatores, tra cui Io non ho paura, Quo Vadis, Baby e Il ragazzo invisibile. La sua famiglia ha ringraziato per il grande cordoglio del pubblico: “il modo migliore per ricordare Ezio è, come ha sempre ribadito anche lui, amando e proteggendo il patrimonio musicale classico a cui ha dedicato la sua vita.”
Andrea Tamburelli
pianista concertista (www.andreatamburelli.com)


