Attualità
“Vietato l’ingresso”: il progetto del Teatro degli Arcimboldi per dare nuova vita ai camerini degli artisti
OUTSIDE THE WALL
Mi chiamo Alice Guazzo e non ho mai scritto su un giornale prima d’ora. Piuttosto esprimo la mia creatività sui muri, perché faccio la decoratrice di interni e la mia azienda (che gestisco con Carlotta Panzeri) si chiama Gouache.
Facciamo wall-art e in questo appuntamento periodico sulle pagine del Giornale Metropolitano inizio una nuova avventura: raccontare il mio lavoro e, perché no, dare qualche ispirazione per le vostre case con le immagini che verranno pubblicate. La mia rubrica si chiama “Outside the wall”. Vi racconterò tutto ciò che c’è “fuori dal muro”.
I punti di partenza, i ragionamenti e i motivi delle scelte prima, durante e dopo la creazione delle nostre pareti decorate a mano.
Un diario che non vuole solo raccontare il mio lavoro, ma tutto quello che c’è dietro, intorno e oltre. Proverò a trasmettervi tutta l’emozione di un lavoro antico fatto di cura e amore, un lavoro faticoso e bellissimo.
“Dopo tutto, non è facile sbattere il tuo cuore contro il muro di qualche pazzo furioso”.
(Pink Floyd _ Outside the wall)
Camerino 006 _ missione golden square
Avete presente quando si riceve una telefonata che annuncia la possibilità di partecipare a uno di quei progetti imperdibili? Un’iniziativa talmente appassionante che prevede una risposta affermativa ancora prima che l’interlocutore finisca la frase? Ecco, “Vietato l’ingresso”, per Gouache è stato questo. Una telefonata di Lupetta Atelier, studio di architettura milanese, per chiedere la nostra disponibilità al progetto del Teatro degli Arcimboldi, ideato da Giulia Pellegrino, e via! Si inizia a pensare a qualche idea.
Una veloce condivisione con gli architetti dello studio, Isabella Franco e Cecilia Avogadro, e siamo pronte per iniziare a decorare la nostra parete.

Con la massima segretezza, a fine luglio abbiamo dato il via ai lavori per il nostro contributo al restyling del camerino numero 6 del Teatro degli Arcimboldi. Gli studi di architettura che hanno partecipato sono diciassette.
Il frutto del nostro lavoro è visibile a tutti in concomitanza con il Fuorisalone (edizione speciale dal 4 al 10 settembre). Il camerino più bello, votato dai visitatori e dai lettori di Elle Decor Italia, vincerà la commissione per rinnovare il camerino a lato del palco, grande 40 mq e intitolato al maestro Riccardo Muti. Il più prestigioso di tutti.
Durante i lavori dei mesi scorsi c’è stato un gran fermento in teatro e salvo qualche ora di silenzio assoluto (per permettere le prove di un musical), il ritmo era battuto dai martelli pneumatici.
Quando abbiamo lavorato noi, gli altri camerini erano molto più indietro, molti stavano ancora demolendo, ma già si respirava un’aria di segretezza, roba da spionaggio, con tentativi vani e molto rispettosi di riuscire a sbirciare almeno un angolino dei camerini concorrenti. Tutti gli studi di architettura e gli artigiani coinvolti hanno partecipato per dare il proprio contributo al teatro (e a una bellissima idea) e per mettere mano ad uno spazio insolito, ma il divertimento di spiare il lavoro degli altri è irresistibile, sarei falsa a non dire che sto ancora morendo dalla curiosità di vedere il lavoro degli altri.

È la prima volta che lavoriamo insieme a Isabella Franco e Cecilia Avogadro di Lupetta atelier, lo studio che ci ha coinvolte ed è stato sorprendente il livello di affinità. Gli input degli architetti, dopo una veloce riunione collimavano perfettamente con l’idea che ci eravamo fatta noi e su cui stavamo cercando immagini di riferimento.
L’idea nasce dall’ispirazione che abbiamo avuto passeggiando per il quartiere Bicocca, pensato e progettato, come del resto il teatro, dallo studio di architettura Gregotti e associati. Abbiamo lavorato cercando di avvicinarci il più possibile al suo stile.
Tanti elementi quadrati si ripetono con diverse dimensioni e rapporti in tutto il quartiere Bicocca: i buchi sulle lamiere che chiudono le aree tecniche, le finestre e tanti altri dettagli utili e decorativi che lascio a voi il gusto di andare a cercare e scoprire.
La variazione dei rapporti tra spazi vuoti e pieni mi ha sempre ricordato la musica, per questo l’idea è stata quella di creare uno “spartito” fatto di quadrati realizzati in foglia d’oro, un ripetersi modulare di forme che entrano nella stanza allegre e regolari per poi rallentare fino a prendersi una pausa e poi ripartire baldanzose uscendo con la stessa cadenza di come sono entrate. Una melodia che vuole accompagnare l’artista che occuperà il camerino a rallentare, concentrarsi, ricaricarsi e uscire pronto alla performance con rinnovato vigore e serenità. Un omaggio alla musica che è la regina delle arti a teatro e a Vittorio Gregotti che ci ha lasciato l’anno scorso.
Dal 4 al 10 settembre potete entrare su prenotazione e visitare i camerini in teatro. Sempre dal 4 settembre, fino al 26, li potete vedere e anche votare sul sito del Teatro Arcimboldi Milano.
Alice Guazzo











