Arte & Cultura
Uno spicchio di Alto Adige a Milano. In mostra le opere di Wilhelm Senoner che nascono dalle architetture delle Dolomiti

La prima cosa che sorprende è scoprire alla periferia nord di Milano, un grande spazio espositivo, lo studio Lamonarca – HOAA, frutto di un elegante recupero post industriale. La seconda cosa che colpisce sono le figure che popolano questo spazio. Giganti che evocano civiltà del passato remoto, dalla cicladica alla precolombiana, per la linearità del segno e per la maestosità delle forme. Sono opere di Wilhelm Senoner, artista nato a Ortisei in Val Gardena, che a Milano ha portato il fascino e il mistero delle sue Dolomiti.Quando si pensa alla scultura in legno si focalizzano opere, per lo più, di soggetto religioso, Senoner e la sua famiglia derivano da questa tradizione ma lui, che ha studiato a lungo presso i vecchi maestri, ha superato i confini del tardo-gotico avventurandosi su sentieri modernissimi e contemporaneamente antichissimi.

“Le mie sculture sono nate in montagna osservando le figure che luci ed ombre creano nei canaloni lungo cui si scende con gli sci. Le ho scolpite nel legno del tiglio che è piuttosto resistente e che mi dà il tempo di arrivare alla forma che ho in mente. Poi applico un procedimento del tutto nuovo e cioè miscelo la segatura di risulta con la colla e la cospargo sull’opera in modo che diventi un guscio ruvido sul cuore del legno”. Senoner è un figlio della montagna, sobrio nell’aspetto e sobrio nelle parole. Eppure aveva creato un rapporto di grande amicizia e sintonia con Philippe Daverio, traboccante ammaliatore nelle sue molteplici vesti, da critico d’arte a protagonista di colte trasmissioni televisive. I due si capivano così bene che Daverio aveva dedicato a Senoner un libro che purtroppo è uscito dopo la morte dell’autore, titolo “Wilhelm Senoner “ edito da Skira. Ed eccoli i “guardiani della montagna“ grandi figure in legno che sembra pietra e bronzo, costretti negli spazi espositivi ma che è facile immaginare collocati fuori, sulle vette del Murfrëit, sotto il passo Gardena dove Senoner li aveva esposti nel 2016.
Accanto a loro, la suggestione del “Bacio” così sospeso e casto in contrasto con la coppia palesemente reduce da fatiche amorose. La mostra, che resta visitabile fino al 20 di aprile, è una occasione, per dirla con Daverio, di scoprire un “ segno di originalità creativa nella banalità del mondo di oggi”.


Alessandra Rissotto



