Arte & Cultura
Un Giulio Andreotti inedito quello raccontato da Mario Nanni nel libro “Parlamento Sotterraneo”
Giovane universitario il “divo Giulio” un giorni in autobus subì una tremenda pestata da un uomo anziano che gli era passato accanto: “Mi scusi giovanotto, ma sono un invalido di guerra”. La replica di Andreotti fu immediata: “Io la scuso, signore, perché non l’ha fatto apposta. Ma se tutti gli invalidi dovessero passare sui miei piedi, starei fresco”. “Molti viaggiatori risero, ma io non capii perché” raccontò anni dopo a chi scrive l’ex presidente del Consiglio. Ma da quel giorno Andreotti capì di avere una verve battutistica che lasciava il segno, si accorse di avere la capacità di pronunciare all’impronta quello che i francesi chiamano “bon mot”. Fu l’inizio di una serie di battute di spirito diventate celebri (il potere logora chi non ce l’ha, ad esempio) e altre meno famose, ma ugualmente citate, spesso a sproposito, anche nelle conversazioni della gente comune. O ancora battute che copiò da un cardinale ma diventarono “andreottiane”. Questi e altri aspetti della personalità di Andreotti, compreso un profilo in filigrana, sono raccontati nel libro di Mario Nanni. “PARLAMENTO SOTTERRANEO, miserie e nobiltà, scene e figure di ieri e oggi”. Rubbettino editore, pagine 230, 16 euro. Il libro dal 12 novembre sarà nelle librerie, sulle piattaforne on line di Amazon, Feltrinelli ecc. Ed è già disponibile dell’editore Rubettino.



