MILANO – La scorsa notte il mondo del calcio è cambiato drasticamente, un’importante novità ha sconvolto il risveglio di milioni di tifosi e appassionati.
Poco dopo lo scoccare della mezzanotte è arrivato il tanto agognato annuncio che ha sancito la nascita della Superlega: “Dodici prestigiosi club europei di calcio hanno annunciato oggi congiuntamente un accordo per costituire una nuova competizione calcistica infrasettimanale, la Super League, governata dai Club Fondatori. AC Milan, Arsenal FC, Atlético de Madrid, Chelsea FC, FC Barcelona, FC Internazionale Milano, Juventus FC, Liverpool FC, Manchester City, Manchester United, Real Madrid CF e Tottenham Hotspur hanno tutti aderito in qualità di Club Fondatori”.
L’Uefa, riunita a Montreux, avrebbe dovuto stabilire le prossime città ad ospitare l’Europeo e disegnare la nuova Champions League da 32 a 36 squadre (dal 2024-25). Quanto è stato ufficialmente annunciato, invece, è andato contro ogni aspettativa. Una rivoluzione. Un qualcosa che sarebbe dovuto restare un’utopica credenza si è, al contrario, trasformato in realtà.
Sono 12, sono i più forti e i più ricchi, ma chi ha ideato la Superlega vorrebbe arrivare a 20 e giocare un torneo che fatturerebbe circa 10 miliardi all’anno. Un torneo che andrebbe a stravolgere campionati, coppe nazionali ed europee in nome di un tentativo di riproduzione di un modello americano che non ci appartiene.
Il mondo del calcio si oppone con tutte le sue forze. La reazione Uefa è stata immediata, arrivando già prima dell’annuncio ufficiale. Un comunicato durissimo firmato da Leghe e Federazioni di Spagna, Inghilterra e Italia ricorda che “chi partecipa è fuori da tutto”.
Si schiera contro la Superlega anche l’Eca (‘Associazione dei Club Europei), della quale Andrea Agnelli era presidente sino ad oggi e, chiaramente, dimissionario.
Il Bayern Monaco rimane uno strenuo oppositore del progetto, al quale non hanno ancora aderito neanche PSG e Dortmund.
Dall’Italia e dall’Europa giungono innumerevoli reazioni e commenti.
Gary Neville, ex capitano del Manchester United, è arrivato a definire la Superlega un “atto criminale”. L’Atalanta chiede l’espulsione dalla Serie A dei club che vi hanno aderito e il Sassuolo, attraverso il direttore generale Carnevali, esprime un concetto sostenuto da molti: “Nello sport ci deve essere meritocrazia, a volte essere troppo avidi è una brutta storia”.
Il Premier britannico, Boris Johnson, tramite Twitter scrive che “la Superlega è molto dannosa per il calcio” e si dice pronto a collaborare “affinché questo progetto non si avveri”.
Come riportato dall’Ansa, anche il presidente francese Emmanuel Macron si è schierato contro il progetto. Anche i tifosi dei club fondatori si dicono contrari a questa rivoluzione.
Gli Spion Kop 1906, uno dei più importanti gruppi della tifoseria del Liverpool, hanno annunciato che, per protesta, rimuoveranno le proprie bandiere dalla The Kop, la storica curva dei supporter del Liverpool nello stadio di Anfield.
Renato Bosetti, tra i responsabili del direttivo della Curva Nord, ha espresso tutto il disappunto dei tifosi interisti. È certo, insomma, che seguiranno settimane intensissime. Già si parla di squalifiche, radiazioni e colossali azioni legali. Che questa Superlega rappresenti definitivamente l’epilogo del merito sportivo e l’ascesa del privilegio?
Federica Cozzi


