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Attualità

Suicidi nei giovani: sono gli effetti indiretti della pandemia da Covid

Novembre 23, 2022

Sono diversi i comportamenti che portano al fenomeno del suicidio,  dall’ideazione al tentativo, fino al suicidio vero e proprio, che è la quarta causa di morte tra i ragazzi nella fascia di età tra i 15 e i 19 anni. Lo rileva uno studio dei Dipartimenti di Scienze della Sanità Pubblica e Pediatriche e Scienze Cliniche e Biologiche dell’Università di Torino, coordinato dalla prof.ssa Paola Dalmasso e dalla ricercatrice Rosanna Irene Comoretto. Esso ha indagato l’impatto della pandemia da Covid 19 sul fenomeno suicidario nei giovani. I risultati sono stati pubblicati a novembre sulla prestigiosa rivista scientifica eClinicalMedicine del gruppo Lancet. L’indagine ha considerato con una stima la dimensione del fenomeno suicidario nei ragazzi e ragazze con meno di 19 anni durante la pandemia da Covid 19, con una revisione sistematica della letteratura e la meta-analisi dei dati pubblicati fino a fine luglio 2022. Si è fatto un confronto dell’andamento del fenomeno nei periodi pre- e post-pandemia. Inoltre, sono stati raccolti i dati riportati da studi condotti in vari paesi del mondo per un totale di circa 70 milioni di ragazzi e ragazze osservati in diversi contesti ad esempio nelle scuole (attraverso l’uso di questionari formulati ad hoc) oppure nelle strutture sanitarie. 

Risultato,  durante la pandemia, un ragazzo su 6 ha avuto almeno un pensiero suicidario e uno su 33 ha tentato il suicidio, con un incremento del 10% del numero dei suicidi nel 2020 rispetto al 2019. Anche i casi di ideazione suicidaria e di tentato suicidio sono aumentati rispetto al periodo pre-pandemico, con un incremento più accentuato nella fase post-acuta della pandemia. Secondo la ricercatrice Irene Comoretto: “Il nostro lavoro rappresenta la prima sintesi disponibile di letteratura sul fenomeno della suicidarietà nei giovani a livello mondiale a seguito dello scoppio della pandemia . Nei giovani con vulnerabilità psichiatrica, non si è osservato un incremento significativo del fenomeno suicidario nella fase acuta della pandemia. Tuttavia, dalla seconda metà del 2020, abbiamo evidenziato un aumento del 15% dei casi di ideazione suicidaria e del 26% dei comportamenti suicidari”.

E ancora spiega Paola Dalmasso: “Questi risultati  sono di grande interesse per la sanità pubblica in quanto evidenziano l’impatto globale delle conseguenze indirette del COVID-19 sulla salute mentale e sul benessere dei giovani, soprattutto i più vulnerabili, e rappresentano una priorità da affrontare con urgenza”. 

Manuelita Lupo

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