Thursday, September 10, 2026

Attualità

Se la musica ci insegna la pace

Luglio 23, 2022

Due violinisti, coppia nella vita, Oles Semchuk, ucraino e Ksenia Milas, russa, raccontano di quando si sono chiesti cosa potessero fare per comunicare al mondo che la pace si può, si deve fare, perché in fondo il mondo può essere come uno spartito musicale e parlare un unico linguaggio e noi esseri umani potremmo vivere come in un’orchestra che suona insieme, anche se i singoli elementi arrivano da tutto il mondo. L’obiettivo comune è quello che dobbiamo trovare. Milano, ADI museo del design “Women for justice” fotografie di donne nella quotidianità dell’Afghanistan 2020, rigorosi contemporanei ricami, talentuosi still life si trasformano in espressione di una rabbia profonda provocata da violenze subite nel proprio paese, per anni; violenze fisiche ma soprattutto psicologiche, messe in atto da un mondo di uomini e giudicate da un mondo di uomini.
La Vera ingiustizia è che per poter parlare di Afghanistan oggi bisogna parlare anche di Ucraina, perché al momento il regime talebano che si rimpossessa di un intero Paese, azzerando totalmente i diritti delle donne, non è più una notizia. Non fa più indignare nessuno che le bambine afgane non possano più andare a scuola da un anno a questa parte. Non importa a nessuno che qualche ragazza ormai donna abbia faticato vent’anni per crearsi una sua realtà imprenditoriale e che ora non possa più lavorare. Non è affare nostro se per credenze di altri queste donne devono nascondersi sotto pesanti mantelli che tolgono loro la possibilità di esistere. 
Al grido di “il melograno è vivo” (la mia opera preferita in mostra, in cui è fotografato un melograno, simbolo della famiglia, trafitto da decine di chiodi di ferro) dobbiamo continuare a lottare e nonostante tutti gli ostacoli che ci fanno sanguinare l’anima, noi donne dobbiamo andare avanti, generare vite, insegnare l’amore, la vita e continuare a credere in un mondo fatto anche dalle  donne e per le donne. La vera ingiustizia è l’ignoranza e la soluzione la conoscenza, talmente semplice da risultare banale, talmente ovvio da poter essere messo nel cassetto dei sogni adolescenziali. Viaggiare con i figli per conoscere altre culture e abbracciare le differenze dovrebbero essere cose normali e tornando ai nostri violinisti simbolo di pace e amore tra due popoli in guerra, noi tutti dovremmo vedere solo una coppia felice con una passione comune: la musica. Dovremmo invece rimanere agghiacciati guardando negli occhi le due bambine pianiste, Diana e Daniella, che si sono esibite durante l’evento; occhi che hanno visto cadere le bombe e bambine che hanno creduto ai genitori che dicevano loro che stavano ammirando dei fuochi d’artificio.

Alice Guazzo

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