Saturday, October 24, 2026

Spettacoli

Roma, il futuro del lavoro sale sul palco: “Mi AI rubato il lavoro?” conquista il Teatro Ghione

Ottobre 23, 2026

Un viaggio tra ironia, scienza e rivoluzione digitale per interrogarsi su una delle grandi questioni del nostro tempo: l’intelligenza artificiale ci ruberà il lavoro oppure cambierà per sempre il nostro modo di vivere e lavorare? E Walter Riviera porta nella Capitale uno spettacolo di divulgazione che intreccia comicità e riflessione sociologica, invitando il pubblico a guardare oltre le paure e a comprendere le opportunità e le contraddizioni di una trasformazione già in corso. L’appuntamento è per lunedì 26 ottobre 2026 al Teatro Ghione, in via delle Fornaci 37, a Roma. L’orario indicato da TicketOne è le 21.00, mentre il sito del teatro riporta le 20.30: è quindi consigliabile verificare l’orario definitivo con la biglietteria.

Walter Riviera

Perché dalla prima rivoluzione industriale all’era degli algoritmi, ogni grande trasformazione tecnologica ha alimentato speranze, paure e interrogativi sul destino del lavoro umano. Oggi, mentre l’intelligenza artificiale entra sempre più profondamente nelle nostre vite, la domanda non è soltanto che cosa saranno capaci di fare le macchine, ma soprattutto quale spazio resterà all’intelligenza, alla creatività e all’imprevedibilità dell’uomo. È da questa riflessione che nasce “Mi AI rubato il lavoro?”, lo spettacolo di divulgazione ideato e interpretato da Walter Riviera, pronto a portare sul palcoscenico del Teatro Ghione di Roma un tema che riguarda tutti, attraverso ironia, interazione e conoscenza scientifica. E se la tecnologia cambia le regole del gioco, la storia insegna che ogni rivoluzione tecnologica modifica non soltanto gli strumenti con cui lavoriamo, ma anche il modo in cui immaginiamo il nostro futuro. Nell’Ottocento, le macchine della rivoluzione industriale trasformarono fabbriche, città e rapporti sociali, alimentando timori legati alla perdita dei mestieri tradizionali. Oggi, a distanza di oltre due secoli, una nuova trasformazione si affaccia all’orizzonte: non sono più soltanto le braccia a essere sostituite o potenziate, ma anche alcune attività cognitive, dalla scrittura all’analisi dei dati, fino alla produzione di contenuti. L’intelligenza artificiale pone così una questione profondamente sociologica: che cosa accade a una società quando cambiano le competenze richieste, le professioni e il valore attribuito al lavoro umano? Non si tratta semplicemente di stabilire se un algoritmo possa svolgere un compito più velocemente di una persona. Occorre interrogarsi sulle conseguenze per i lavoratori, sulle disuguaglianze che potrebbero emergere e sulla necessità di ripensare formazione, responsabilità e opportunità.

È in questo scenario che il teatro può diventare uno spazio privilegiato di confronto, capace di trasformare questioni complesse in un’esperienza accessibile e coinvolgente. Al centro dello spettacolo c’è Serafino, storico bidello di una scuola, la cui quotidianità viene sconvolta da una telefonata: il suo posto è stato affidato a un sistema robotico di intelligenza artificiale. Quando torna a scuola per svuotare il proprio armadietto, scopre un mondo tecnologico molto più sorprendente di quanto immaginasse. Da questa situazione prende avvio un racconto che alterna comicità e divulgazione, accompagnando il pubblico alla scoperta degli algoritmi, dei sistemi capaci di apprendere e delle contraddizioni delle chatbot. La vicenda di Serafino diventa così il punto di partenza per affrontare questioni concrete: quali attività possono essere automatizzate? Quali competenze diventeranno indispensabili? E soprattutto, come possiamo utilizzare la tecnologia senza rinunciare alla nostra capacità critica. Walter Riviera costruisce un percorso che non richiede conoscenze informatiche specialistiche. L’obiettivo è avvicinare all’intelligenza artificiale tanto gli appassionati quanto gli scettici, mostrando che comprendere questi strumenti è ormai importante per orientarsi nella vita quotidiana. Uno degli aspetti più interessanti di “Mi AI rubato il lavoro?” è la sua dimensione interattiva. Gli spettatori non sono chiamati soltanto ad ascoltare, ma possono partecipare attraverso i propri smartphone, rispondendo a sondaggi e domande che contribuiscono allo sviluppo della serata. Il teatro si trasforma così in un luogo di confronto collettivo, nel quale le reazioni del pubblico entrano a far parte del racconto. È una scelta che riflette anche un cambiamento culturale: in una società abituata a interagire continuamente con schermi e piattaforme digitali, la tecnologia può diventare uno strumento per costruire nuove forme di partecipazione, anziché limitarsi a essere un mezzo di fruizione passiva. L’ironia, in questo contesto, non serve a banalizzare il problema, ma a renderlo affrontabile. Ridere delle nostre paure può essere il primo passo per riconoscerle e comprenderle. La domanda contenuta nel titolo è volutamente provocatoria. L’intelligenza artificiale ci ruberà davvero il lavoro oppure contribuirà a trasformarlo? La risposta non è uguale per tutte le professioni e dipenderà anche dalle decisioni di imprese, istituzioni e lavoratori. Alcune mansioni potranno essere automatizzate, altre cambieranno profondamente e nuove competenze acquisteranno valore. Il vero nodo, dunque, non riguarda soltanto ciò che le macchine saranno in grado di fare, ma il modo in cui sceglieremo di impiegarle. Privacy, affidabilità delle informazioni, responsabilità delle decisioni e rapporto tra esseri umani e sistemi automatizzati sono questioni che riguardano già il presente. Portarle a teatro significa sottrarle al linguaggio esclusivamente tecnico e restituirle alla dimensione pubblica, dove possono essere discusse, comprese e messe in prospettiva. Con “Mi AI rubato il lavoro?”, Walter Riviera propone proprio questo: un incontro tra spettacolo e divulgazione, nel quale la risata diventa uno strumento per avvicinarsi a una delle trasformazioni più importanti del nostro tempo. Perché il futuro non è soltanto qualcosa che ci aspetta. È anche il risultato delle scelte che compiamo oggi.

I biglietti sono disponibili su TicketOne, con prezzi interi indicativi compresi tra 19,76 e 28,76 euro, in base al settore. Possono aggiungersi commissioni di servizio. Per informazioni e acquisti è possibile consultare la pagina ufficiale dello spettacolo sul sito del Teatro Ghione.

Alessandra Pirri

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