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Attualità, In Evidenza

Restiamo a casa. Fermiamo le gambe. Ma non fermiamo la mente. Siamo a Milano

Marzo 11, 2020

Oggi c’è il sole a Milano. Poche macchine. Poche biciclette. Mezzi quasi vuoti. Pedoni veloci che si evitano in slalom. È il momento dell’unione a distanza. Perché Milano vuole sopravvivere. Rinascere. Resistere. Obbligo di reinventarsi. Fermarsi, per progettare il domani. Milano deve adattarsi alle nuove misure imposte dal Governo. Ma Milano è camaleontica. Milano è forte. Milano sa rispettare. Tutti. Osannata. Odiata. Invidiata. È la città delle misure forti, della velocità. Una velocità adesso frustrata dalla necessità di ripartire. Più veloci di prima.La notte passata, illuminata da una Luna limpida nel cielo non più coperto da nubi, ha sentito ambulanze rincorrersi in sottofondo. Non poche, le ambulanze. Case lontane con luci accese fino a tardissimo. Orari che cambiano. Abitudini che si riadattano alla minaccia di pandemia. Si correva, a Milano. Ora si rallenta nelle strade e ci si sposta nel virtuale. Milano resiste. Milano fa coraggio. Milano non si arrende. “Restate a casa”, risuona ovunque. Sì! Restate a casa. Non affollate i supermercati. Apprezzate il vostro tetto, quel tetto che proprio Milano vi ha permesso di avere. Milano ci ha nutrito. Ha edificato le nostre velleità artistiche e professionali. Adesso, Milano ha bisogno di noi. Della nostra forza. Del nostro cammino a distanza.Ma Milano non ferma la mente. No signori, quello no. Milano è una fucina di pensieri, di parole, di voglia di dire. E allora parli, Milano. Milano faccia sentire la forza che vibra nel suo essere viva. Viva dentro. Non è malata, Milano. È solo sofferente. Milano affronta. Piange anche, Milano. Ammettiamolo. Vituperata. A volte, denigrata. Ma adesso Milano si esprime. Grida in sordina dalle case che brulicano di idee. Milano è forte, signori. Milano, è sempre Milano. Amiamola, rispettiamola, rispettiamoci. Restiamo a casa, ma produciamo. Con la mente. Con il mondo web. Con la forza che Milano ci insegnava da anni, e forse prima noi non comprendevamo appieno. Non fermiamo la mente, milanesi! Siamo figli – a volte adottati, accolti, accettati pienamente – di una città che ci amava. E ci amava davvero. Lamentavamo la velocità? Lamentavamo la solitudine? Questo è il momento per capire che Milano ci prendeva tra le sue braccia. Ci lanciava nel mondo.Grazie Milano. Torneremo a vivere all’ombra del Duomo. E adesso, da casa, facciamo lavorare la mente. Siamo a Milano. Noi, siamo Milano!

Alessandra Pirri

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