Wednesday, September 09, 2026

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“Resta connesso col tuo cuore”, lo slogan per la Giornata mondiale dedicata al cuore per fare prevenzione ed evitare infarti e ictus

Settembre 28, 2021

Con questo articolo sulle malattie cardiovascolari comincia la rubrica dedicata a Sanità e Salute curata da Alessandra Rissotto

La salute del cuore dovrebbe essere inserita tra gli obiettivi di una smart city quale è Milano. “Un obiettivo ambizioso – dice il professor Paolo Magni, vicepresidente della Fondazione Italiana per il cuore -, che caldeggeremo domani 29 settembre, giornata mondiale dedicata al cuore, nel corso di un articolato convegno con le istituzioni.”

Paolo Magni

Le malattie cardiovascolari sono tra le prime cause di morte, anche in Italia, dove ogni anno si contano 240mila vittime colpite da infarto e ictus. “Resta connesso col tuo cuore“ con questa esortazione la campagna 2021 mobiliterà in tutta Italia molte équipe a disposizione dei cittadini (a  questo link si possono trovare le iniziative della propria città  https://fondazionecuore.it/fipc/giornata-mondiale-per-il-cuore-2021/). 

Emanuela Folco

“La prevenzione, anche in questo caso è fondamentale – ribadisce Emanuela Folco, presidente della Fondazione Italiana per il cuore – il che vuol dire, innanzi tutto, mangiare e bere in modo moderato e scegliendo la buona qualità, fare moto, sia pure una semplice passeggiata, non fumare e poi controllare, senza ossessione, la pressione, la glicemia, e il colesterolo”.

Si sa che dallo scoppio del Covid, le attività di prevenzione e cura di tutte le patologie diverse hanno subito un arresto preoccupante. Ma oggi il ritardo che si è accumulato è in fase di recupero? “Si e no – dice il professor Magni – sì perché sono riprese le prestazioni ambulatoriali sia pure con fatica per poter smaltire l’arretrato, no perché la pandemia ha rivelato l’estrema fragilità del nostro sistema sanitario che è in ritardo su molti ausili che la tecnologia può offrire, ad esempio la telemedicina. Se si riuscisse a diffondere questa possibilità, i pazienti non sarebbero abbandonati, come è accaduto,  neppure in momenti di isolamento forzato. Tutto questo– conclude Magni – senza minimamente sminuire la grande forza di cura che ha il solo rapporto diretto fra medico e paziente. Un rapporto che il Covid ha messo in crisi e che ora va recuperato”.

A cura di Alessandra Rissotto

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