La Regione Lombardia riconoscerà in legge l’apicoltura come attività agricola fondamentale per la conservazione dell’ambiente, finalizzata a garantire l’impollinazione naturale necessaria per la conservazione della biodiversità degli ecosistemi e per garantire le produzioni agricole e forestali. Tale impegno istituzionale è volto a sostenere la salvaguardia delle specie di api autoctone tipiche, il miglioramento delle razze allevate, lo sviluppo, la promozione e la valorizzazione dei prodotti dell’apicoltura. Lo ha reso noto l’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia, Fabio Rolfi. “Istituiremo una consulta regionale ufficiale perché vogliamo fare un percorso istituzionale condiviso con gli apicoltori per valorizzare al meglio questa pratica agricola fondamentale per l’ambiente. Dobbiamo difendere la qualità del miele lombardo contro l’invasione del miele sintetico cinese, sostenendo e promuovendo questa attività anche sotto il profilo imprenditoriale.”, ha dichiarato Rolfi.
L’emendamento è stato già approvato dalla Commissione consiliare di Regione Lombardia e sarà inserito nella legge regionale 31/2008 dopo la revisione normativa ordinamentale 2020.
“Le api sono alla base della catena alimentare. Il 75% del cibo è frutto del loro lavoro di impollinazione. Senza api sparirebbe il 60% di frutta e verdura così come migliaia di piante da fiore. Difendere l’apicoltura significa garantire biodiversità, agricoltura e reddito delle imprese.”, ha sottolineato l’assessore.
Rolfi ha poi assicurato che tutti gli apicoltori lomabrdi verranno tutelati dalla Regione “In Lombardia importiamo 4.700 tonnellate all’anno di miele per un valore di 15 milioni di euro all’anno. Soprattutto dai Paesi dell’Est Europa e dalla Cina. Intendiamo tutelare i 6.000 apicoltori lombardi che stanno combattendo contro i cambiamenti climatici e contro i prezzi di mercato di prodotti esteri”.
L’assessore si è infine soffermato sul netto calo della produzione lombarda a causa dell’emergenza sanitaria e sul riconoscimento dello stato di calamità chiesto al Governo. “Nel 2019 – ha ricordato – la produzione lombarda è calata del 75% circa. Avevamo chiesto al Governo il riconoscimento dello stato di calamità, ma non abbiamo avuto alcuna riposta dal Governo. A testimonianza della scarsa considerazione di cui gode l’apicoltura nelle stanze romane”
Diego Mandarà


