Wednesday, September 09, 2026

Cronaca

Regione Lombardia e Consiglio regionale commemorano Annamaria e Alessandra morte per l’aereo schiantatosi contro il Grattacielo Pirelli

Aprile 18, 2023

MILANO – Erano le 17.47 del 18 aprile di 21 anni fa, quando un piccolo aereo da turismo si schiantò contro il ventiseiesimo piano del Grattacielo Pirelli provocando la morte di due avvocatesse, Annamaria Rapetti e Alessandra Santonocito che, quel pomeriggio, si erano trattenute al lavoro oltre l’orario consueto. Da allora, ogni anno, il 18 aprile la Giunta della Regione Lombardia e il Consiglio regionale ricordano Annamaria  Rapetti, 40 anni, originaria di Lodi e monzese di adozione e la  milanese Alessandra Santonocito, 39 anni, con una breve, ma toccante cerimonia.

Anche oggi il presidente Attilio Fontana, insieme agli assessori Elena Lucchini (Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità) e Romano La Russa (Sicurezza e Protezione civile) e ai sottosegretari Raffaele Cattaneo (Relazione internazionali) e Mauro Piazza (Autonomia e Rapporti con il Consiglio regionale) ha voluto portare il suo saluto ai parenti di Annamaria e Alessandra.

Attilio Fontana ricorda Annamaria Rapetti e Alessandra Santonocito

Quel tragico giorno – ha detto Fontana – ero presidente del Consiglio regionale che non aveva sede a Palazzo  Pirelli, ma poco lontano. Ho vissuto tutti gli eventi in presa diretta. Ritengo fondamentale ricordare le nostre due amiche, colleghe e  avvocatesse e chi, all’epoca, subì una ferita o comunque ebbe dei danni fisici gravi. E ricordarli tutti insieme vuol dire rinnovare la presenza di queste persone. Se oggi siete così tanti vuol dire che queste persone sono nel cuore di tutti. Chi lavora in questa istituzione, la vive come qualcosa di più di un semplice lavoro con un senso di appartenenza che ci spinge a ricordare chi ha perso la vita in un modo così tragico e anche a dimostrarlo con la propria presenza e partecipazione”.

Anche il governatore ha ricordato come fosse ancora negli occhi di tutti l’attentato alle torri gemelle dell’11 settembre 2001.

Nell’immediatezza del fatto – ha raccontato – sembrava si potesse ripetere un qualcosa di simile perché un piccolo aereo continuava a girare intorno al Palazzo. Fortunatamente poi le cose sono andate in modo diverso”.

Da allora, la Giunta, in collaborazione con il Consiglio, ha deciso di istituito due borse di studio per rendere ancora più diretto e concreto il ricordo delle due avvocatesse. “Voglio ringraziare i parenti che sono sempre presenti – ha concluso Fontana – e dimostrano la loro vicinanza anche alla nostra istituzione e un saluto particolare a Francesco, figlio di Annamaria che, in questi anni, abbiamo visto crescere e diventare un bravo ingegnere”.

Federico Romani durante il suo intervento

Le persone e le istituzioni hanno memoria. Come gli edifici. Palazzo Pirelli ‘vive’ ancora oggi il dramma di quella tragedia. E il luogo in cui si percepiscono le sensazioni di quel 18 aprile del 2002 è il 26° piano. Oggi in questo spazio facciamo un ‘esercizio di memoria’”. Così il presidente del Consiglio regionale Federico Romani ha aperto la cerimonia di commemorazione dello schianto dell’aereo contro il Grattacielo Pirelli che si si è svolta oggi pomeriggio al Piano della Memoria.

La tragedia – ha proseguito il presidente Romani – ha avuto e ha un significato comune per tutti noi che lavoriamo per Regione Lombardia e per il Consiglio regionale. Quel tragico incidente fu il banco di prova che dimostrò quanto fosse profondo il senso di responsabilità e di appartenenza dei dipendenti all’istituzione e quanto fosse radicato il legame tra l’Ente e i cittadini lombardi che si strinsero intorno alla ‘loro’ Regione. Regione Lombardia reagì in modo immediato al fortissimo trauma, che molti individualmente si sono trascinati per anni. Al coraggio e alla disponibilità dei dipendenti ha fatto seguito la volontà di riscatto. La ristrutturazione e il restauro del Palazzo furono un esempio della capacità di reagire e della forza di ricostruire. Secondo lo spirito del DNA dei lombardi, da sempre abituati a tirarsi su le maniche di fronte a una tragedia e lavorare insieme per ripartite. Perché Regione Lombardia e la Lombardia sono un’unica grande comunità di donne e uomini coraggiosi”.

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