A MILANO UMANOIDE QUBY INTERROGA I CITTADINI: IA PER FRONTEGGIARE LA MICROCRIMINALITÀ
Milano, 19 ottobre 2026 – Si è conclusa con circa 258 ‘conversazioni’ “Quby dialoga con il Futuro!”, iniziativa promossa dal Gruppo Qubit in vista del CES Unveiled Milan.
In piazza San Babila, da venerdì a domenica, Quby, robot alto un metro e trenta centimetri, capace di camminare su due gambe e dotato della tecnologia sviluppata da ‘The House of AI’, società del Gruppo Qubit, ha ribaltato la prospettiva: “non è stato l’uomo a interrogare l’IA, ma l’IA a interrogare l’uomo” spiega Luca Morvilli, CEO di Qubit.
“Siamo riusciti, con una forma di dialogo utile e soprattutto concreta – spiega Morvilli – a far comprendere alle persone l’utilità di una realtà nuova e per molti di loro lontana dalla quotidianità. Una quotidianità che non può essere la devastazione vista in queste ore a Milano, ma quella di una città che, partendo dal capitale umano, dialoga con il futuro”.
A fronte delle interviste raccolte tra studenti, professionisti e turisti di diverse età, Quby ha elaborato in tempo reale il ritratto emotivo di come i passanti immaginano il futuro grazie al supporto dell’Intelligenza Artificiale.
I cittadini, con una percentuale del 51%, hanno rivolto la loro attenzione alla sicurezza e al decoro urbano. L’IA è vista dal 31% degli intervistati come una possibile alleata delle Forze dell’Ordine, ad esempio per fronteggiare la microcriminalità nelle ore serali e nelle periferie e, più in generale, per il controllo del territorio.
I più giovani, con una quota del 17%, hanno rivolto l’attenzione ai servizi pubblici chiedendo, fra l’altro, all’IA di individuare percorsi utili per realizzare spazi in cui socializzare senza costi elevati.
Infine, il tema dell’ambiente. Meno cemento, più parchi, più alberi. I milanesi chiedono all’IA di aiutare a gestire il verde, la manutenzione e a combattere isole di calore e inquinamento.
“In generale – spiega Fabio Ardossi, Founder di The House of AI – 7 intervistati su 10 hanno dichiarato di avere fiducia nei consigli e nelle indicazioni di un umanoide. I più aperti al dialogo con Quby si sono rivelati gli over 55, mentre la fascia d’età più diffidente è apparsa quella compresa tra i 35 e i 54 anni. Un esperimento riuscito che può essere considerato un modello di interazione con questi nuovi strumenti in grado di migliorare la qualità della vita delle persone”
Per conoscere il progetto Quby: https://qub.it/quby





