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Quattro anni fa il miracolo di Claudio Ranieri: portava la “Cenerentola” Leicester sul tetto d’Inghilterra per rimanere nella storia del calcio

Maggio 02, 2020

Esattamente 4 anni fa si materializzava una delle  favole calcistiche più belle ed emozionanti degli ultimi 40 anni. Era il 2 maggio 2016 e il Leicester si laureava campione di Inghilterra. Artefice di questo capolavoro fu un certo Claudio Ranieri che all’inizio di quella stagione subentrò a Nigel Pearson, a sua volta esonerato per vicissitudini extracampo. L’accoglienza nei confronti del tecnico romano da parte di stampa e tifosi inglesi non fu delle migliori. La recente e fallimentare esperienza di Ranieri come allenatore della nazionale greca fece storcere il naso a molti. Il suo nome fu considerato da subito tra i più papabili per l’esonero. I bookmakers britannici diedero più probabile l’eventuale scoperta del mostro di Loch Ness piuttosto che la vittoria della Premier League delle Foxes. Ma la dirigenza inglese fu irremovibile  nella scelta: “Sir” Claudio era l’uomo giusto.

Il mercato estivo che precedette la stagione 2015/16 non fu entusiasmante. I pochi acquisti compiuti erano volti perlopiù a rinfoltire una scarna rosa. Arrivarono colpi come Benalouane e Inler, prelevati rispettivamente da Atalanta e Napoli. La spesa più cara venne fatta nel campionato francese dal quale arrivò il centrocampista Kantè per la cifra di 7 milioni di euro (affare che si rivelò poi azzeccato). Claudio Ranieri, pur non avendo un grande palmarès alle sue spalle, non ci mise molto a far capire di che pasta fosse fatto.

Claudio Ranieri alza il trofeo

La partenza della sua squadra  fu subito convincente: due vittorie nelle prime due giornate e tanta voglia di stupire. A parte la brutta sconfitta rimediata contro l’Arsenal (che sarà una delle pretendenti  per il titolo) per 5-2 e quella per 1-0 contro il Liverpool il cammino percorso nel girone d’andata da parte delle volpi del Midlands fu pressocchè perfetto. Tutte le altre grandi di Inghilterra si piegarono davanti quell’incredibile corazzata. Tottenham, Manchester United  e Manchester City dovettero accontentarsi di un pareggio, mentre il Chelsea (squadra detentrice del titolo) ne uscì addirittura sconfitto. Il Leicester continuò a collezionare record e si ritrovò inaspettatamente primo in classifica. Silenziosamente, ma nemmeno troppo,  si fece strada il sogno scudetto. Lo stesso Ranieri in conferenza stampa dirà “Non svegliatemi da questo magnifico sogno“.

A placare immediatamente gli entusiasmi ci pensarono i media inglesi, certi del fatto che prima o poi la striscia positiva della squadra rivelazione del campionato  si sarebbe interrotta. Ma non fu così. Le partite successive proseguirono con la stessa musica.  Le Foxes continuarono a macinare punti commettendo pochi passi falsi. Le rivali cominciarono a barcollare: il Chelsea entrò in una profonda crisi ed esonerò Josè Mourinho, il Liverpool, visti gli scarsi risultati ottenuti, fece la stessa cosa con Brendan Rogers. Non fu da meno il Manchester United, in cui la polveriera creatasi all’interno dello spogliatoio esplose definitivamente facendo crollare i Red Devils. Solo Tottenham ed Arsenal rimasero in corsa. Gli impegni si fecero sempre più fitti e anche a causa di una rosa non troppo folta cominciarono ad arrivare i primi cali anche per il Leicester. Per qualche partita l’attacco si bloccò e le volpi rimediarono una sconfitta ad Anfield contro il Liverpool e due 0-0 contro Manchester City e Bournemouth. Ma la piccola crisi in cui entrò la compagine di Ranieri non durò molto e lo stesso allenatore continuò ad infondere fiducia nell’ambiente. Ed ecco che il 13 gennaio arrivò l’importante scontro diretto contro il Tottenham a White Hart Lane. In quella partita il portiere Kasper Schmeichel, figlio del più famoso Peter anche lui di ruolo estremo difensore che fece le sue fortune con la casacca del Manchester United, alzò la saracinesca compiendo prodezze che salvarono il risultato. Completò l’opera Huth che decise il match con un colpo di testa. Il successo permise al Leicester di condividere il primato in classifica con l’Arsenal. Ma il percorso era ancora lungo e guai a commettere passi falsi.

Sul cammino delle Foxes  in pochi giorni si presentarono Liverpool e Manchester City, due match decisivi per le sorti scudetto. Contro i Reds terminò per 2-0 e la decise il solito Jamie Vardy, attaccante rivelazione e capocannoniere  della Premier League di quell’anno. Uno che fino a 5 anni prima non aveva la certezza di fare il calciatore e che per guadagnare doveva lavorare in fabbrica. Non solo. Riuscì addirittura nell’impresa di andare a segno per 11 partite di fila battendo il record conquistato da un certo Ruud Van Nisterlooy, che si fermò a 10. Con questi presupposti quattro giorni dopo la squadra di “Sir”  Claudio si presentò all’Ethiad Stadium per affrontare il Manchester City. Un’altra impresa si compì: vittoria secca per 1-3 grazie alla doppietta di Huth e alla rete del fantasista Mahrez. La vetta venne consolidata dopo i passi falsi di Arsenal e Tottenham, ora distanti rispettivamente cinque e sei lunghezze dalla capolista. Proprio la trasferta contro i Gunners sarebbe andata in scena la settimana successiva. Gli uomini di Ranieri  passarono su rigore ma rimasero  in dieci dopo l’espulsione di Simpson. L’inerzia della partita cambiò e i padroni di casa presero coraggio agguantando il pareggio. Gli ospiti furono incapaci di reagire e subirono anche il 2-1 finale. La sconfitta bruciò  ma le Foxes non mollarono.

Alla 27esima giornata ricevettero il Norwich, seria candidata per la retrocessione. Un match sulla carta semplice si rivelò duro ed insidioso. Gli avversari si chiusero a riccio creando un fortino in area di rigore. L’incontro era bloccato sullo 0-0. Al minuto 80 Ranieri decise di mandare in campo Ulloa, miglior cannoniere del club nella stagione precedente. La sostituzione si rivelerà azzeccata. Sarà proprio l’argentino a decidere la partita allo scadere. Lo stadio esplose di gioia e dopo la brusca frenata di Londra tornò ad aleggiare il sereno nell’ambiente. Intanto l’Arsenal perse colpi e si defilò  dalla lotta scudetto. Anche il Tottenham andò ad intermittenza, ma fu deciso a non mollare. Nelle successive gare il Leicester inanellò 5 vittore (tutte di misura) ed un pareggio interno. Nell’aria c’era sempre più fiducia, i sogni iniziavano a diventare realtà. Ranieri parlò senza mezzi  termini alla stampa “Andiamo a vincere il titolo“.

Il 1° maggio, nel giorno della Festa del Lavoro, andò in scena una sfida che avrebbe deciso  molto, quella all’Old Trafford contro il Manchester United. In uno stadio gremito i padroni di casa sbloccarono il risultato ma, grazie ad una reazione d’orgoglio, gli ospiti riuscirono ad agguantare un pareggio importantissimo. Nel posticipo del lunedì ci fu grande attesa per il big match tra Chelsea e Tottenham, un passo falso di quest’ultima avrebbe garantito  l’aritmetica vittoria del campionato alle Foxes. Le attese non vennero deluse, i Blues fermarono sul 2-2 gli Spurs e il Leicester si laureò per la prima volta nella sua storia campione di Inghilterra. I giocatori erano increduli, la città era in festa e Claudio Ranieri diventò  l’artefice di una storica impresa calcistica togliendosi la nomea di “perdente di successo”. Una squadra sulla carta assai modesta con interpreti non avvezzi  a grandi palcoscenici riuscì a regalare una delle favole più belle della storia del calcio. Come ogni favola che si rispetti, però, anche quella  del Leicester durò il tempo di un racconto. La stagione successiva non riuscì la riproporre le stesse prestazioni e si ritrovò invischiata nella zona retrocessione. Gli scarsi risultati costarono l’esonero a Ranieri, l’uomo che trasformò i sogni in realtà. Anche alcuni tenori lasciarono il club: Marhez passò al Manchester City, mentre il Chelsea prelevò Kantè. Nel 2018 la società fu colpita da un grave lutto: il presidente Vichai Srivaddhanaprabha perse la vita in un incidente in elicottero. Ma nonostante questo nessuno potrà mai dimenticare la grande impresa di una “Cenerentola” del campionato inglese e del suo allenatore, autori di un vero e proprio miracolo sportivo . Grazie Leicester e grazie Claudio, orgoglio italiano, per averci regalato queste emozioni.

Diego Mandarà

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