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Società

Prosegue l’attività dell’Accademia di Parapsicologia di Daniele Piccirillo anche in piena pandemia

Gennaio 12, 2022

Ricercare in tempo di Covid. Lo fa l’Accademia di Parapsicologia di Daniele Piccirillo, volto anche di Italia Uno e ghost hunter del Como Ghost Hunters. Un lavoro, quello dell’Accademia, iniziato durante il periodo del lockdown, grazie all’uso dei social, che si sono mostrati il giusto mezzo per mantenere i contatti. Ma l’Accademia è andata avanti anche dopo, con incontri in presenza e con la presenza, appunto, di parecchi iscritti. Perché, fin dalle prime documentazioni scritte, gli esseri umani hanno riferito strane esperienze che sembrano contraddire la nostra comprensione scientifica convenzionale dell’universo. Tra queste, le testimonianze che supportano la possibilità di una vita dopo la morte, come le esperienze di pre-morte, gli incontri con i fantasmi e le apparenti comunicazioni con i morti, o la pretesa di varie persone di avere poteri misteriosi come la capacità di leggere il pensiero, predire il futuro, ottenere informazioni da luoghi lontani senza l’uso di canali sensoriali noti, o di muovere gli oggetti con la sola forza di volontà. E infatti, la psicologia dell’insolito è senz’altro in ascesa.

Daniele Piccirillo

Oggi viene proposta in molti corsi di laurea in psicologia, tra cui il più popolare del Regno Unito, ed è argomento di un numero sempre maggiori di libri, articoli in riviste di alto profilo, oltre che di conferenze e seminari. E il Ghost Hunting è quella branca della ricerca parapsicologica che si occupa di studiare e archiviare, in modo serio e scientifico, tutti quei fenomeni definiti Paranormali o presunti tali. La figura del ghost hunter si perde nelle pieghe del tempo. Già nell’antichità si cercò di studiare questi fenomeni al di fuori della normalità, facendolo con molta cautela per evitare di incorrere nelle maglie della Santa Inquisizione, ricerca bollata dalla Chiesa come diabolica, anche se la stessa Chiesa non disdegnava indagini in questo campo. Ma è Harry Price, a cavallo tra l’800 e il 900 in Inghilterra che, grazie ai sui studi ed esperimenti, sdoganò la caccia ai fantasmi.

Grazie alle nuove tecnologie atte a rilevare i fenomeni paranormali nell’ambiente circostante e interagendo con esso, spaziando dai campi della fotografia, delle registrazioni audio e video fino a delle vere e proprie invenzioni che uniscono tutti questi fattori in un’unica attrezzatura, le apparecchiature utilizzate dai ghosthunter sono più sofisticate e precise rispetto a quelle del passato e rendono più semplice le indagini in questo campo – afferma Daniele Piccirillo -. I ghost hunter la di oggi, a differenza di quelli che operavano nel passato, che agivano singolarmente, effettuano le ricerca in gruppo in maniera da dividersi, al suo interno, i compiti stabiliti e adatti ad ogni membro. Anche se ogni team ha un modo di operare proprio, le modalità di indagine rimangono pressoché identiche e condivise da tutti. Così nella nostra Accademia”.
Il tutto, per ricercare, indagare, sapere. Senza avere paura di questo eventuale sapere. E chissà se anche il fantasma del Covid, prima o poi, rimarrà solo un antico ricordo.

Alessandra Pirri

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