Le aziende possono erogare ai loro dipendenti premi di produttività, finalizzati ad incentivarli e a motivarli maggiormente sul lavoro. In pratica sono retribuzioni aggiuntive, oltre al normale stipendio, concesse in occasione di aumenti di produzione, innovazione, efficienza, qualità e redditività. I premi di produttività sono obbligatori? Solo nei casi in cui sono previsti dal CCNL di riferimento, in altri invece sono a discrezione del manager, del professionista, dell’azienda o del datore di lavoro. Il principale obiettivo dei premi di produzione è favorire il benessere e la conciliazione vita-lavoro, creando un ambiente lavorativo stimolante, dove ogni collaboratore si sente realmente apprezzato e valorizzato grazie alla filosofia meritocratica messa in atto dall’azienda per la quale lavora. Si riduce quindi il turnover, che costringe l’azienda a formare i nuovi assunti con un notevole aumento dei costi. Inoltre un’azienda che tiene a cuore il benessere dei suoi dipendenti diventa più attrattiva, soprattutto agli occhi dei talenti. I premi di produttività obbligatori sono inquadrati e definiti in anticipo se previsti CCNL di riferimento. Le quote versate in cash ai dipendenti come premio sono assoggettate ai contributi dei dipendenti, quindi imponibili. Alcuni bonus invece possono essere stabiliti dai datori di lavoro, magari in seguito al raggiungimento di un obiettivo importante o in occasione di un evento speciale. Esistono almeno tre tipologie di premi di produttività: individuali, quando concordati tra datore di lavoro e collaboratore; aziendali, quando concordati tra datore di lavoro e sindacati; territoriali, quando concordati tra rappresentanti dei datori di lavoro e sindacati a livello territoriale. Altro aspetto cruciale: l’importo dei premi non è fisso, ma dipende dall’effettivo beneficio garantito all’azienda. I premi possono quindi essere legati al numero di vendite, ai nuovi clienti acquisiti, alla quantità di unità prodotte o ai metodi adottati per ridurre i costi. Per quanto riguarda l’aspetto fiscale, i premi seguono una tassazione specifica e usufruiscono di importanti benefici a vantaggio delle aziende e dei dipendenti. In un articolo apposito sul blog di Edenred è possibile approfondire il discorso sulla deducibilità premio produzione dipendenti. I premi possono essere concessi direttamente in denaro, oppure sotto forma di beni o servizi, che non sono comunque considerati redditi e che quindi sono esenti in termini contributivi e fiscali. I premi di produzione non vanno confusi con gli aumenti di stipendio. I primi infatti sono collegati direttamente al raggiungimento di obiettivi specifici e misurabili. Né tanto meno vanno confusi con il piano di partecipazione agli utili, molto gettonato soprattutto nelle start-up. I premi di produttività, che siano in denaro oppure in beni e servizi, vengono rilasciati solitamente alla fine dell’anno.


