In Evidenza, Spettacoli
Nella sua Milo, ai piedi dell’Etna, oggi i funerali del maestro Franco Battiato
Oggi, idealmente con il funerale celebrato in forma privata, l’Italia dà l’addio al maestro Franco Battiato.
Il cantautore siciliano si è spento ieri, all’età di 76 anni, nella sua residenza di Milo, in provincia di Catania. La notizia della scomparsa è giunta proprio dalla famiglia, che ringrazia tutti coloro che hanno fatto sentire, direttamente o indirettamente, il proprio affetto al maestro.
Battiato è stato uno dei musicisti più importanti del panorama italiano, un modello per chiunque si confrontasse con la musica “leggera” ma anche con quella più “oscura e sperimentale”. Non è, infatti, possibile definire con precisione a quale genere appartenesse la sua musica, conferirgli una semplice etichetta.
È certo, invece, che le sue canzoni siano solite essere classificate come “inarrivabili” o “inaccessibili” data la ricchezza di citazioni, giochi linguistici e aperture filosofiche. Ma la forza e la potenza compositiva del Maestro sta proprio nel fatto che, nonostante i riferimenti aulici, sia riuscito ad entrare nel DNA della società italiana a 360°: Battiato è stato il disco dell’università dei ragazzi degli anni ’70 e ’80, la canzone dell’estate al Festival Bar, un punto di riferimento per ogni musicista, una porta tra mondi musicali così diversi gli uni dagli altri.
L’Italia intera, dal mondo della musica a quello dello spettacolo, dalla politica allo cinema, piange e ricorda un artista che, a modo suo, ha toccato innumerevoli campi dell’arte.
Il Presidente Sergio Mattarella si dice “Profondamente addolorato dalla morte di un artista colto e raffinato”. Il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, scrive: ”Ci ha lasciato un Maestro. Uno dei più grandi della canzone d’autore italiana. Unico, inimitabile, sempre alla ricerca di espressioni artistiche nuove. Lascia un’eredità perenne”.
E poi Tiziano Ferro, i Maneskin, gli Stadio, Ligabue, che ha visto in Franco Battiato e nella sua “Patriots” una cura dalla depressione, Emma Marrone, Diodato e ogni artista italiano di qualunque generazione dedica un pensiero al Maestro.
Carlo Verdone, in un lungo post su Instagram, ricorda Battiato come un uomo “mite, pacato e solitario” e si sofferma su quanto l’avesse colpito la “sua dimensione ascetica mai severa e triste. Anzi serena”.
Nella giornata di ieri, martedì 18 maggio 2021, è veramente scomparso un pezzo di storia italiana.
Ma il maestro Franco Battiato vivrà nei cuori e nei ricordi di tutti, c’è un pezzo della sua arte in ogni musicista, compositore e cantante italiano, ma anche in tutti gli uomini, le donne, i ragazzi e i bambini che si sono emozionati ascoltando la sua musica e le sue parole.
E se è vero che “La morte non esiste, è solo trasformazione”, noi tutti speriamo di incontrare di nuovo, prima o poi, questo grande uomo, artista, maestro.


