Si è svolto a Milano il workshop on line “Progettare spazi, infrastrutture e servizi urbani in un clima che cambia” organizzato dall’Osservatorio Smart City dell’Università Bocconi in collaborazione con POLI.Design – Politecnico di Milano, Dipartimenti di Design con la partecipazione di esperti di fenomeni climatici e di progettazione urbana, nonché testimonianze di enti ed imprese che operano nelle infrastrutture e nei servizi urbani.
Dall’introduzione ai lavori effettuata da Giuseppe Franco Ferrari,coordinatore Osservatorio Smart City, Dipartimento di Studi Giuridici Angelo Sraffa, Università Bocconi e da Edoardo Croci, coordinatore Osservatorio Smart City, GREEN – Università Bocconi, si è appreso che il cambiamento climatico sta interessando direttamente migliaia di città (dove vive oltre la metà della popolazione mondiale) e centinaia di milioni di abitanti. Le città stanno rispondendo alla minaccia costituendo network nei quali vengono scambiate esperienze e realizzate iniziative.
Non c’è tempo da perdere: è sufficiente guardare Milano, casa nostra. In 50 anni (1961-2010) le temperature medie estive sono aumentate di 2°, i periodi secchi si sono prolungati (il record è di 48 giorni senza pioggia) interrotti da temporali ‘tropicali’ che causano allagamenti e, in altre città, talvolta alluvioni con numerose vittime e danni ingenti. Nella città stessa – sopra il centro e in misura meno rilevante sulle zone industriali periferiche – si formano vere e proprie isole di calore, causa anch’esse di vittime tra gli abitanti più anziani e più fragili. Altro indice del cambiamento climatico è che in questi anni il consumo di energia per produrre freddo d’estate ha superato quello per produrre caldo d’inverno. E il fenomeno è in incremento esponenziale.
Nelle città moderne il cambiamento climatico non viene subito passivamente: si raccolgono dati sempre più attendibili, si costituiscono nuove strutture per organizzare i servizi pubblici (interessante il progetto di istituire ‘zone franche’ dove sperimentare le nuove iniziative), si realizzano edifici e quartieri ecologici; con il teleriscaldamento proveniente da termovalorizzatori e acciaierie si recupera il calore altrimenti disperso per ridurre l’inquinamento e addirittura, grazie ad apposite tecnologie, per raffrescare d’estate le nostre abitazioni, si moltiplicano i centri che diffondono la cultura della decarbonizzazione: perché la salute della città vuol dire anzitutto la salute dei cittadini.
“Che il clima in questi ultimi anni sia cambiato è sotto gli occhi di tutti – ha detto Achille Colombo Clerici, presidente Assoedilizia -. Si parla del riscaldamento globale del pianeta. Quanto questo fenomeno sia esogeno, in altri termini episodico e dipendente dall’azione umana, o quanto viceversa sia endogeno, cioè, morfologico sul piano naturale e irreversibile e spiegabile con l’alternarsi dei mutamenti climatici intervenuti storicamente, lasciamo agli scienziati di stabilirlo.”
Sono intervenuti: Cristina Lavecchia, direttore operativo, Fondazione Osservatorio Meteorologico Milano Duomo; Alessandro De Carli, Ordine degli Ingegneri di Milano; Achille Colombo Clerici presidente di Assoedilizia; Alessandro Deserti, direttore Dipartimento di Design, Politecnico di Milano; Mario Abbadessa senior managing director & Country Head, Hines Italy; Luigi Borrè presidente, Euromilano; Beatrice Gustinetti smart cities & Carbon Free Manager, ENGIE Italia; Andrea Lanuzza direttore generale gestione, Gruppo CAP; Carlo Papa direttore, Fondazione Enel; Luca Rigoni presidente e amministratore delegato, A2A Calore & Servizi .
Nella foto Achille Colombo Clerici durante il suo intervento
Benito Sicchiero


