Milano celebra il sushi. Una quattro giorni intensa, e come protagonista lui, il Giappone col suo celeberrimo sushi. E da giovedì 21 a domenica 24 ottobre prossimi, in piazza Città di Lombardia, si terrà la seconda edizione di Milano Sushi Festival. Previsto un ricco programma di intrattenimento con spettacoli, cooking show e incontri culturali. Nella piazza coperta più grande d’Europa, si terrà quindi la seconda edizione di Milano Sushi Festival, kermesse gastronomica dedicata al piatto simbolo della cucina giapponese. Dopo il successo della prima edizione, a giugno 2019, e lo stop forzato a causa della pandemia dello scorso anno, torna, per la gioia di tutti gli estimatori del famoso cibo nipponico, il festival milanese che celebra l’archetipo di quella tradizione millenaria che quattro anni fa l’Unesco ha dichiarato patrimonio immateriale dell’umanità.

Sushi letteralmente vuol dire “dal sapore aspro” e si intende principalmente del riso condito con aceto, detto “su-meshi”, abbinato ad un altro ingrediente (abitualmente pesce crudo o frutti di mare) chiamato “neta”. Da questa combinazione, nascono poi un’incredibile quantità di varianti che si differenziano per forma, quantità e tipologia di ingredienti. E la storia del sushi è antichissima. Eppure, il sushi non ha origini nipponiche. Le origini del sushi risalgono al quarto secolo dopo Cristo. In varie zone del Sud est asiatico, era diffuso un particolare metodo di conservazione del pesce che veniva eviscerato, salato e posto in mezzo a riso cotto. La fermentazione del riso creava un ambiente acido in cui i batteri non si sviluppavano e il pesce poteva conservarsi per mesi, essere trasportato e stoccato. Al momento di consumare il pesce il riso però si buttava. Questa tecnica di conservazione del pesce arrivò in Giappone dalla Cina o dalla Corea assieme alla coltivazione del riso. In alcune regioni, è ancora in uso con il nome di Narezushi o Funazushi a seconda della zona di produzione e del pesce utilizzato. La creazione del Sushi “moderno” arriva intorno al 1800 grazie all’intelligenza di Hanaya Yohei, cuoco padrone di un Yatai (chiosco ambulante), che per evitare di far marcire il pesce, lo scottava leggermente o lo marinava in aceto o salsa di soia, per poi in seguito tagliarlo in fettine sottili e disporlo su palline di riso acidulato. Una piccola aggiunta di wasabi (rafano giapponese), camuffava, in caso, sapori forti dovuti alla difficile conservazione.
E Milano come Tokyo, si appresta a gustare e scoprire la cucina del Sol Levante, alternando agli assaggi i numerosi appuntamenti culturali e di intrattenimento organizzati dall’airg (l’Associazione Italiana dei Ristoratori Giapponesi) che ha coinvolto anche il Manga Heroes: dalla cerimonia del tè (con degustazione di tè matcha), alla vestizione del kimono con la partecipazione di Tomoko Hoashi, dalle performance artistiche di Yoshiko Kubota (che dipinge con gli alimenti) ai concerti del quartetto Shinobu Kikuchi & Friends, sino ai live di cooking show di Claudio Sadler, grande conoscitore della cucina giapponese, e Roberto Okabe, presentazioni di libri d guide sulla gastronomia giapponese e sul sake, incontri sul cibo nel Manga, dj set made in Japan, e molto altro ancora. “Sono molto felice di poter realizzare la seconda edizione di Milano Sushi Festival – commenta Marco Ramunno, founder di Arte del Vino – Ringrazio tutti i ristoratori che hanno aderito con entusiasmo, gli espositori e i partner che ci sostengono, Kyoko Higuma, socio fondatore di AIRG, e Annalena De Bortoli per la preziosa collaborazione sul programma culturale. Finalmente dopo un lungo periodo di fermo forzato, ritorniamo a organizzare eventi in presenza: aspettiamo tutti i fan della cucina e della cultura nipponica per trascorrere quattro giorni all’insegna delle affascinanti tradizioni del Sol Levante”.
Alessandra Pirri



