Spettacoli
Milano, al Teatro Arcimboldi arriva il Don Chisciotte di Rudolf Nureyev con i ballerini della Scala

“Nacqui per favore del Cielo in questa età di ferro per far rivivere quella dell’oro: quegli son io cui son riserbati i pericoli, le grandi imprese, gli strepitosi avvenimenti”. (Miguel de Cervantes). Con la sua frizzante energia e con i caldi colori dell’allestimento di Raffaele Del Savio e Anna Anni, Don Chisciotte di Rudolf Nureyev trasporterà il pubblico con freschezza, allegria, virtuosismi e ricchezza coreografica in una Spagna affascinante, tra danze di gitani, fandango, matadores, mulini a vento e il candore sospeso del giardino delle Driadi. Primo appuntamento con il grande balletto dal 29 al 31 ottobre 2021 al Tam Teatro Arcimboldi Milano, che vedrà tornare in scena il Corpo di Ballo della Scala, diretto da Manuel Legris, con “Don Chisciotte” nella stupenda versione coreografata da Rudolf Nureyev. Le avventure di Don Chisciotte e del fido scudiero Sancho Panza, si incrociano e diventano un pretesto per una storia d’amore e per una serata di scoppiettante danza, con divertenti ruoli comprimari e virtuosistici ruoli principali. Dalla sua prima apparizione alla Scala, nel 1965, accanto a Margot Fonteyn in Romeo e Giulietta, la Scala ha avuto innumerevoli occasioni per poter acclamare Rudolf Nureyev, come interprete di balletti memorabili con altrettanto memorabili partnership artistiche, e di poter custodire in repertorio i titoli da lui coreografati. E Don Chisciotte di Rudolf Nureyev, in repertorio alla Scala dal 1980 (con Nureyev protagonista accanto a Carla Fracci) è uno dei veri cavalli di battaglia della Compagnia applaudito anche nel 2016 – anno che coincideva con il 400° anniversario della morte di Cervantes – alla Scala e a Tokyo e nel 2018, in stagione, in tour in Cina e nella prima trasferta della Scala in Australia, in occasione dell’ottantesimo anniversario della nascita di Nureyev e il venticinquesimo della sua scomparsa.

Sono rari i personaggi letterari diventati emblematici, proverbiali. Don Chisciotte, lo è. Chisciotte finisce per essere, molto modernamente, alienato: non solo per la fuga dalla realtà, ma anche perché sente il vuoto che ha intorno, soffre la mancanza di senso, si confronta con il nulla che rimane, una volta smarrito il proprio ruolo. L’emblema delcombattente contro i mulini a vento che è arrivato fino a noi non è solo quello della macchietta che affronta sfide insensate – che non può comunque vincere. È anche quello dell’uomo solo, insoddisfatto, di fronte all’enigma della vita, che deve inventare ideali utopistici per sostituire il nulla che sente dentro, una volta persi i punti di riferimento della tradizione e del passato.
Il Don Chisciotte di Rudolf Nureyev è un evento d’eccezione, che rappresenta il rinnovato incontro fra due importanti istituzioni culturali della città meneghina:Tam Teatro Arcimboldi Milano, il più grande teatro d’Italia, e laFondazione Teatro alla Scala, ente fondatore del sistema culturale italiano e internazionale. Nato nel 2002, proprio per accogliere le stagioni del Teatro alla Scala durante la sua ristrutturazione, l’Arcimboldi avrà quindi l’onore di ospitare nuovamente una straordinaria produzione scaligera, la prima di una collaborazione che si preannuncia ricca di importanti titoli.


