In Evidenza, Sanità & Salute
L’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano capofila dello screening per la diagnosi precoce del tumore ai polmoni. 18 i centri italiani coinvolti
Uno screening può salvare la vita. E richiede un minimo impegno di tempo, quanto basta ad una particolare Tac ad alta risoluzione ma a basso dosaggio per leggere quello che di pericoloso si può nascondere nei polmoni ma non solo.
“È questa una delle peculiarità dello screening, il cui acronimo è RISP – dice il dottor Ugo Pastorino, direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Toracica e coordinatore del programma Risp. – Il nostro obiettivo è quello non solo di vedere possibili lesioni cancerogene ai polmoni ma di scoprire anche patologie al cuore che non si conoscevano. Il che ci permette di mettere in atto procedure di prevenzione e cura in modo selettivo e personalizzato.”

– Questo programma, finanziato dal Ministero della Salute, è destinato ad essere inserito nei livelli essenziali di assistenza?
“Si, fin da subito questo è stato l’accordo col Ministero, da parte nostra c’era l’impegno di dimostrare che lo screening polmonare può far risparmiare tantissime risorse che oggi sono destinate esclusivamente alle cure sintomatiche e al trattamento palliativo. E noi abbiamo già prodotto evidenze in questo senso”.
– RISP ha anche altre particolarità?
“ Senza dubbio, è l’unico programma a livello nazionale ed europeo che oltre alla prevenzione affianca una strategia per far smettere di fumare. A tal proposito, in tutti i 18 centri che fanno capo al progetto, viene distribuita la citisina un farmaco antifumo, di origine vegetale ben tollerato, fino ad ora disponibile come preparazione galenica. Per il programma RISP è stata preparata una formulazione in compresse”.
Nel database nazionale si sono iscritti allo screening 15mila volontari in età compresa tra i 55 e i 75 anni, settemila sono risultati idonei e in oltre 4mila hanno già fatto la tac. Si prevede che entro l’estate saranno tutti esaminati.

Nell’aula magna dell’Istituto, dedicata al mitico professor Bonadonna, oggi la presentazione ufficiale dello screening. Tra i relatori anche Silvia Novello, oncologa e presidente dell’Associazione Walce onlus, nata 16 anni fa per sensibilizzare la popolazione femminile sui rischi di tumore ai polmoni.
“Purtroppo questo tipo di tumore oggi è in aumento tra le donne, l’associazione che presiedo ha proprio lo scopo di diffondere la conoscenza di screening come Risp e di sostenere non solo chi viene colpito dalla malattia ma anche la cerchia dei familiari che sono coinvolti in diagnosi tutt’altro che leggere”.
Alessandra Rissotto




