Sono collocate in quattro punti differenti della città di Milano: sono le basiliche di Sant’Ambrogio, San Simpliciano, San Lorenzo e San Nazaro. In esse tracce di arte paleocristiana. Siamo tra il III secolo e il V secolo dopo Cristo. È in questo periodo che si sviluppa ulteriormente la tendenza a trasformare edifici pagani in edifici cristiani, dopo l’editto di Milano, voluto dall’imperatore Costantino nel 313 e che prevedeva la restituzione dei beni confiscati ai cristiani e la libertà di culto. Da quella data l’affermazione del mondo cristiano su quello pagano è inarrestabile. La domus, diventa domus ecclesiae. Milano è capofila di questa rivoluzione che poco alla volta si estenderà a tutto l’impero romano e poi al mondo intero.
Eusebio, biografo di Costantino e fonte più autorevole dell’epoca, ci descrive i sentimenti dell’imperatore, figlio di quella che poi diverrà Sant’Elena, e ci riporta fedelmente le sue parole e le lettere che Costantino scrisse al vescovo Macario per quanto riguarda il complesso di Gerusalemme e la sua posizione rispetto alla religione cristiana.
Sant’Ambrogio era l’antica “basilica martyrum”, fatta costruire da Ambrogio stesso in un’area cimiteriale fuori da Porta Vercellina. Divenne luogo di sepoltura dei santi Gervasio e Protasio, oltre che dello stesso patrono di Milano; la struttura, a tre navate, venne profondamente trasformata tra il IV e il XII secolo ed è un pregevole esempio di romanico lombardo.
San Simpliciano era l’antica “basilica virginum”, anch’essa attribuita al volere di Sant’Ambrogio nel IV secolo.
Anche questo edificio paleocristiano sorgeva in un’area cimiteriale, inizialmente era a croce latina con un’unica navata e due transetti addossati. L’edificio però, ha subito rifacimenti durante il periodo romanico di cui si può tuttora apprezzare la facciata di mattoni con il bellissimo portale d’ingresso e le tre navate. Pregevole l’abside così come il campanile a pianta quadrata tipico del romanico lombardo. Le tracce paleocristiane le troviamo anche nei pilastri della navata centrale.
San Lorenzo rappresenta un unicum per dimensioni e maestosità ed è stata nel corso dei secoli oggetto di studio da parte di artisti e studiosi. Anticamente la Basilica “Portiana” sorgeva su un’area paludosa e fuori dalle mura cittadine, ma vicino al Palazzo imperiale e questo spiegherebbe le imponenti dimensioni ideali per ospitare l’imperatore e la sua corte. L’edificio a pianta centrale con deambulatorio e tre sacelli (Sant’Ippolito, San Sisto e Sant’Aquilino), un matroneo, ora non più accessibile, conserva l’impianto paleocristiano. In particolare di notevole interesse è il sacello di Sant’Aquilino in cui oggi possiamo ammirare il mosaico dell’abside centrale raffigurante Cristo seduto e i suoi discepoli mentre è intento a dare le leggi a Pietro.
San Nazaro sorgeva in un’area cimiteriale in cui probabilmente erano stati seppelliti i vescovi Castriziano e Calimero intorno al III secolo, ma solo durante i cento anni successivi la necropoli diverrà importante per il ritrovamento delle reliquie di San Nazaro, le cui spoglie vennero traslate nella basilica che prese quindi il suo nome. All’interno della basilica troviamo tracce paleocristiane: pavimento con motivi zoomorfi e fitomorfi.



