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Attualità

La richiesta di eutanasia è un fallimento per un clinico dichiara il prof Giuliano De Carolis al Convegno nazionale

Settembre 17, 2022
Giuliano De Carolis

La richiesta di eutanasia rappresenta un fallimento per un clinico. Sono quelle palliative le cure che rispettano la dignità della persona” . Così commenta Giuliano De Carolis, presidente di FederDolore-SICD al termine del Congresso Nazionale appena concluso a Bologna 

È puntuale la risposta del presidente di FederrDolore-SICD alle frequenti discussioni a seguito dei fatti di cronaca sullo spinoso problema dell’eutanasia. 
“La richiesta di eutanasia da parte di un paziente affetto da una malattia non curabile e colpito da sofferenze fisiche e psichiche, rappresenta di fatto il fallimento delle cure mediche e non un diritto del malato come talvolta viene detto. La vera risposta in questi casi – precisa Giuliano De Carolis, presidente FederDolore-SICD (Società Italiana Clinici del Dolore)- deve essere sempre la cura del dolore e le cure palliative. Solo queste sono in grado di rispettare la dignità della persona umana salvaguardando il profondo valore inviolabile della vita”
Le cure palliative non rappresentano un suicidio assistito e nemmeno l’eutanasia. Le cure palliative, come le definisce l’Oms (Organizzazione mondiale della sanità), sono rappresentate dall’insieme degli interventi terapeutici e assistenziali finalizzati alla cura attiva, totale, di malati la cui malattia di base non è più responsiva alle cure specifiche. L’obiettivo è il miglioramento della qualità di vita del paziente e dei familiari. 
Talvolta le cure palliative rendono necessaria anche la sedazione palliativa che è la riduzione intenzionale della vigilanza con mezzi farmacologici, fino alla perdita di coscienza. Lo scopo è quello di ridurre o abolire la percezione di un sintomo intollerabile per il paziente, – continua De Carolis – nonostante siano stati messi in opera i mezzi più adeguati per il controllo del sintomo che risulta quindi refrattario”.
“Lo sviluppo della rete delle Cure palliative e dei Centri di Terapia del Dolore, previsti anche dalla legge 38 del 2010, ha però bisogno di fatto di un rafforzamento da parte del Servizio Sanitario. Solo in questo modo – 
conclude De Carolis  si potrebbe impedire che scelte di morte medicalmente assistita siano la conseguenza di un abbandono o comunque di un’inadeguata assistenza sanitaria, specie riguardo al sollievo della sofferenza”.

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