Sanità & Salute
La nostra salute passa da una alimentazione sana e sicura. Lo hanno ribadito gli esperti nel Simposio Yakult che si è concluso a Milano
C’è una notizia recente passata un po’ in sordina tra i consumatori che forse non l’hanno valutata appieno.
In alcuni lotti di wurstel, di tramezzini al salmone e di pancake è stata riscontrata la presenza di Listeria , un batterio ubiquitario che può essere presente in diversi alimenti, nel suolo, nell’acqua e nella vegetazione e che provoca infezioni talvolta mortali.

Le aziende produttrici, lo ha comunicato il Ministero della Salute, hanno ritirato i prodotti sospetti e hanno sollecitato chi li avesse acquistati a riconsegnarli.
Il tema della sicurezza degli alimenti è dunque di grande attualità sia sulle pagine dei giornali sia negli incontri scientifici come il Simposio Yakult che ha riunito a Milano, per due giorni, esperti in discipline differenti.
In questa circostanza abbiamo intervistato il prof Pier Sandro Cocconcelli, che è docente all’Universita Cattolica di microbiologia degli alimenti
– Prof Cocconcelli cominciamo dai casi di contaminazione da Listeria.

“Dico subito che la Listeria è un microrganismo ben noto da anni, sappiamo che ha capacità di persistere negli impianti di produzione degli alimenti e che è abbastanza difficile da eradicare se non con un trattamento termico. Quindi da una parte l’ azienda che produce deve mettere in atto tutte le procedure per la sterilizzazione degli impianti, dall’altra il consumatore deve essere attento perché i casi legati ai wurstel, ad esempio, si sarebbero potuti evitare, leggendo l’etichetta che recita “da consumarsi previa cottura”.
– Basta una cottura domestica?
“Certo la listeria viene inattivata con un trattamento termico anche blando, bastano 75,80 gradi.”
– Ci sono altri suggerimenti?
“Sì, bisogna evitare le cross contaminazioni e cioè, nella fase di preparazione dei pasti, il tagliere o il coltello usati per il cibo crudo non deve essere utilizzato anche per altri alimenti”.
– Più in generale professore, quale è in Europa il livello di sicurezza alimentare?
“Il sistema europeo è quello più sicuro al mondo, ce lo dicono i numeri e le statistiche”.
L’Europa, in questo, supera paesi similari come gli Stati Uniti o l’Australia.
Un risultato raggiunto da diversi attori: le aziende produttrici che hanno migliorato gli standard qualitativi, la ricerca che produce sempre più informazioni che aiutano a monitorare i rischi, le istituzioni che hanno un ruolo importante nel proteggere i consumatori e infine i consumatori stessi molto più consapevoli di quello che mangiano. Certo è che ci si alimenta, in generale, in modo molto differente da quello che avveniva 20 o 30 anni fa magari seguendo le mode come quella di privilegiare cibi crudi come il sushi. Ecco qui la prudenza è d’obbligo.
Alessandra Rissotto



