Economia
Genova, al Salone Nautico festa per i 50 anni del cantiere lombardo leader nel mondo dei gommoni: vanto della famiglia Capelli
Quando Umberto Capelli passa davanti alla canoa, bene in vista nello stand della sua azienda, sorride e si commuove.
E ci racconta come la passione e la tenacia abbiano portato risultati impensabili agli albori della attività.
“Tutto è cominciato 50 anni fa: mio padre che aveva una grande amore per il fiume e per la pesca decise di realizzare, in un garage sotto casa, una barca da fiume, quello fu l’inizio di tutto.

–Come nasce quest’amore per il fiume?
“Perché la mia famiglia da sempre vive nella Bassa padana, sul Po, il grande fiume che sicuramente ha avuto influenza sulle nostre vite, a me sarebbe piaciuto andare a Padova a studiare psicologia ma mio padre non mollò, mi mise in mano rullo e resina e io a poco a poco ho imparato ad amare le barche che uscivano dal nostro garage“.
-Le portavate al Nautico?
“Sì per qualche anno abbiamo esposto e venduto canoe e barche da fiume, ma capivo che il mercato era molto ristretto e quindi ho proposto a mio padre di fare barche da mare. Nel 1987 abbiamo realizzato la prima barca da mare e con quella siamo venuti al Nautico“.
-E come andò?
“Eh, son tornato a casa con 100 dico 100 barche ordinate. Un successo ma, a quel punto, il garage sotto casa non bastava più e allora abbiamo affittato un primo capannone, poi ci siamo allargati fino ad arrivare ad oggi con la casa madre a Spinadesco, vicino a Cremona, e una seconda sede in Tunisia. Con noi lavorano cento persone in Italia e circa duecento Tunisia“.

-Come è stato per voi il 2023?
“È forse stata una delle annate peggiori, adesso è piu facile vendere una barca che costa mezzo milione che una da trenta quarantamila euro e questo perché la classe media si è impoverita, in tutto il mondo non solo da noi. Poi ci si è messo il Covid che dopo il primo periodo di euforia ha prodotto un effetto negativo: molti avevano comprato la barca come rifugio sicuro ma dopo un anno in molti hanno rivenduto. E dunque sul mercato pesano tante imbarcazioni piccole e medie. È una fase in cui bisogna tener duro, la ripresa non è, secondo me, lontana”.
-Quindi occhi puntati al futuro?
“Certo abbiamo in programma una novità che presenteremo a novembre: il piu grande gommone che abbiamo mai costruito, un 52 piedi. Una volta si facevano barche da 4 e 5 metri, oggi il mercato ci ha portato a fare una imbarcazione da 15 metri e a venderla sul mercato internazionale, in Australia, in America. Una meta che solo poco tempo fa mi sembrava impossibile“.

-Oggi festeggiate i cinquant’anni dei cantieri Capelli, un patrimonio di famiglia. Che effetto
le fa?
“Sono emozionato e orgoglioso, la nostra storia cominciata da mio padre, è proseguita con me e mia sorella e ora è la volta di mia figlia trentenne, molto interessata al mondo nautico.
Credo che possiamo davvero considerarci un esempio di quello che l’imprenditoria italiana è capace di fare. Un buon esempio”.
Alessandra Rissotto



