MILANO – Con la serata di sabato 5 febbraio si è conclusa la 72ema edizione del festival di Sanremo 2022.
Ospite d’onore Marco Mengoni, affiancato da Filippo Scotti, giovane protagonista del film di Paolo Sorrentino, “E stata la mano di Dio”.
Mengoni, ultimo ospite musicale dopo le esibizioni dei Maneskin, Laura Pausini, Cesare Cremonini, i Meduza e Jovanotti, ha incantato la platea dell’Ariston con il suo toccante dialogo sugli haters.

Con commenti divertenti e ironici, Marco e Filippo sembrano disputare metaforicamente una partita di tennis da tavolo con battute che strappano, almeno inizialmente. un sorriso. Il dialogo si fa tuttavia più incalzante, i due protagonisti estraggono dalle tasche i loro cellulari e leggono messaggi sempre più negativi, tweet di insulti, messaggi di odio razziale, di genere, di sesso, mentre alle loro spalle scende un led: sono gli articoli 21 e 3 della “Costituzione Italiana”. Libertà di espressione, contrarietà alle discriminazioni in base al sesso, la razza, la lingua, la religione e le opinioni politiche, le condizioni personali e sociali.
“La libertà di parola che non deve violare la dignità altrui – sottolinea Marco Mengoni -. Se è sancito dalla Costituzione il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione significa, sottolinea Mengoni, la sottile differenza tra il dire ciò che si vuole e dire “il c….” che si vuole. Significa che si può dire ciò che si vuole nel rispetto altrui, diversamente non si sta esercitando il diritto di parola, bensì si sta violando la dignità di qualcuno.
Mengoni mette infine in guardia i giovani d’oggi e le loro famiglie al corretto, gentile e pertinente linguaggio della tastiera, definendola un’arma pericolosa da usare con umiltà e mai con disprezzo, un’arma che non spara, ma che uccide, un’arma silenziosa alle orecchie di tutti ma terribilmente assordante per chi quello sparo lo riceve.
Marco riporta sempre, durante il suo dialogo con Filippo, alla gentilezza: “Dovremmo provare a essere gentili” – dice l’artista – “e non perché il bersaglio potrebbe essere nostra sorella, il nostro migliore amico, nostra madre… bisogna farlo e basta”, è questo il monito di Marco Mengoni sull’odio online.
Il led si solleva, le luci si abbassano e l’orchestra intona le prime note de “L’essenziale”, brano scritto nel 2013, tanto attuale oggi.


