Wednesday, October 14, 2026

Società

Diano Marina piange Enrico Damonte, l’artista del ferro che inventò una defogliatrice con il motore di una lavatrice

Ottobre 14, 2026
Enrico Damonte con la moglie e la nipote Giulia

È morto all’età di 92 anni, Enrico Damonte, uomo di straordinaria ingegnosità, appassionato di arte e dotato di un talento manuale fuori dal comune. Nato a Diano Marina, splendida località turistica della Riviera dei Fiori, il 18 maggio 1934, Damonte lascia il ricordo di una persona capace di trasformare intuizioni e creatività in opere concrete, distinguendosi per inventiva, precisione e sensibilità. Secondo di cinque figli, con radici familiari materne ad Arenzano, in provincia di Genova, aveva dovuto rinunciare, per senso di responsabilità verso la famiglia, al sogno di navigare e salire a bordo della nave scuola Amerigo Vespucci. Il padre, diventato sordo, aveva infatti bisogno del suo sostegno. La sua vita è stata segnata da un talento precoce e da una naturale predisposizione a inventare e costruire. Tra le sue realizzazioni più sorprendenti figura la defogliatrice da lui ideata e costruita utilizzando il motore di una lavatrice: un esempio concreto della capacità di Damonte di trovare soluzioni originali attraverso l’ingegno e la manualità. La sua abilità si era manifestata fin dall’infanzia, durante gli anni difficili della guerra. Ancora bambino, riuscì a costruire una piccola pistola di legno tanto realistica da essere scambiata per un’arma vera da un soldato tedesco. Un episodio che racconta bene la precocità di un talento destinato a esprimersi nel corso di tutta la sua vita.

La blogger Giulia Quaranta Provenzano nipote di Enrico Damonte

Damonte non era soltanto un fabbro, ma un autentico artista del ferro battuto. Le sue creazioni si distinguevano per eleganza, precisione millimetrica e soluzioni ingegnose, frutto di mani esperte e di un occhio particolarmente attento ai dettagli. Una cura che si rifletteva anche nel suo modo di presentarsi: elegante e distinto, conservò fino all’ultimo quella bellezza che tanti gli riconoscevano.

Amava l’opera lirica e il balletto, passioni che raccontano un lato raffinato e sensibile della sua personalità. A ricordarlo con parole cariche di affetto è la nipote Giulia, che lo descrive come un uomo eccezionale, capace di coniugare intelligenza, bontà e una determinazione fuori dal comune. «Nonno era tutto ciò che si può desiderare! Era davvero geniale e bello che di più non si può, così tanto bravo da non sembrare neanche umano», scrive. E aggiunge di non averlo mai sentito pronunciare una parola poco generosa nei confronti di qualcuno. Per Giulia, il nonno è stato e continuerà a essere «l’esempio più brillante e tenace di bontà e di volontà senza confini», un uomo capace di affrontare ogni difficoltà grazie a un’intraprendenza e a una tenacia che gli hanno permesso di superare anche le previsioni più sfavorevoli.Ora, nel dolore della perdita, restano i ricordi, le opere realizzate con le sue mani e l’eredità umana lasciata a chi gli ha voluto bene. Un legame che la nipote affida a un ultimo, commosso saluto, nel quale il dolore diventa la misura dell’amore vissuto.

«Ciao nonnino adorato, aspettami con la nonna Maria! Quando ci riabbracceremo finalmente sarà per sempre (spero) … Vi voglio tantissimo bene, da qui alle stelle», conclude Giulia, firmandosi con il tenero soprannome di «Pulciotta». Con Enrico Damonte se ne va un uomo che ha saputo lasciare il segno attraverso il proprio talento, la creatività e la gentilezza. Resta il ricordo di un artigiano capace di farsi artista e di una persona che, per chi gli è stato vicino, continuerà a rappresentare un esempio di bontà, coraggio e determinazione.

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