Società
“Da donna a donna”, i pensieri attraverso le sbarre delle volontarie di Sesta Opera San Fedele sulla condizione femminile in carcere
MILANO – Da donna a donna: un pensiero di gratitudine attraverso le sbarre. In occasione del prossimo 8 marzo, Festa della donna, Sesta Opera San Fedele, associazione di volontariato carcerario, ha raccolto le testimonianze di alcune volontarie in merito all’essere donna oggi in carcere. I contributi video sono pubblicati sulla pagina Facebook @sestaopera.
“Sono riflessioni che colpiscono per la loro profondità proprio perché si riferiscono a donne che sono tuttora in condizione di ristrettezza – ha commentato il presidente di Sesta Opera, Guido Chiaretti – persone che, insieme alle nostre volontarie, hanno elaborato strategie di resilienza, riuscendo a trovare un nuovo equilibrio in un contesto fortemente complesso e aggravato dalle forti limitazioni imposte dalla pandemia” .
Barbara Musso, volontaria che opera nella sezione femminile di Bollate, dove si occupa del progetto di mediazione tra pari dei conflitti, dedica il suo pensiero a “Laura” e a tutte le donne che sanno rimettersi in discussione e ripartire dalle piccole cose.
La seconda testimonianza è di Marina Di Leo, operativa al servizio guardaroba – una delle poche attività rimaste aperte anche in periodo di lockdown – che racconta di una giovane detenuta che le ha espresso la propria gratitudine per il servizio svolto. Ed infine, Giovanna Musco, attiva nel carcere di Opera e presidente di InOpera, associazione che coinvolge i detenuti in attività di volontariato, esprime la propria riconoscenza per le donne in divisa. “La nostra opera di sostegno a fianco delle persone ristrette non potrebbe essere efficace senza la collaborazione anche degli addetti alla sicurezza”.


