Wednesday, September 09, 2026

Spettacoli

Concerto tributo ai Beatles al Teatro Corso di Mestre. Perché il mito non invecchia 

Maggio 06, 2022

Let it be… E la Magical Mystery Orchestra, rende omaggio ai Beatles con l’esecuzione integrale dell’album “Let it be”, per una serata di grande musica in programma venerdì 6 maggio, alle 21.15, al Teatro Corso di Mestre. Il concerto era stato inizialmente programmato nel 2020 in occasione del 50º anniversario dell’ultimo disco firmato dai Fab Four, ma poi tutto venne rinviato a causa dell’emergenza Covid-19. Il tributo prevede nella prima parte l’esecuzione integrale dell’album, nella seconda la riproposizione di alcuni dei maggiori successi del quartetto di Liverpool. 

Perché Let it be ha 52 anni. Ma è ancora giovanissima. L’album Let it be dei Beatles fu registrato prima di Abbey Road, ma venne pubblicato successivamente, per questo in alcune discografie viene riportato in cronologia al dodicesimo posto e in altre, più puntigliose, all’undicesimo.

L’idea originaria era quella di registrare un album in studio, ma dal vivo, senza sovraincisioni o effetti successivi, e di farne in film. Purtroppo alla fine non restò che un documentario e le famose immagini di loro che suonano sul tetto dell’edificio di Savile Row, sede della Apple a Londra.

Le riprese video erano del mese di gennaio ‘69, ma il film uscì nel maggio ‘70, e l’album addirittura nel novembre successivo. Qualcosa non funzionò, e quello che doveva essere l’album monstre di una band al top della carriera, divenne l’immagine della fine di un’epoca. Paul scrisse Let it be in un momento in cui il gruppo stava entrando in una crisi irreversibile. John e George avevano sempre più spesso un atteggiamento che rendeva l’aria pesante. Il primo perché imponeva a tutti la costante presenza di Yoko Ono, pur sapendo che era mal tollerata dagli altri. Il secondo perché chiedeva più spazio come compositore e pensava di essere sottovalutato. Nemmeno Ringo sopportava più quell’aria così tesa. Paul avvertiva che il gruppo si stava perdendo e che non c’era più un sentire comune. Stavano diventando quattro pianeti distanti, e nessuno sembrava veramente coinvolto in quel nuovo lavoro, allora decise di occuparsi in prima persona della gestione dell’album. Ma questa decisione fu mal digerita dagli altri, che non accettavano di buon grado la sua direzione dei lavori. “L’ho scritta quando tutti i problemi lavorativi hanno cominciato a schiacciarmi – raccontò Paul -. Stavo davvero attraversando la mia ‘ora più buia’ e scrivere la canzone era il mio modo di esorcizzare i fantasmi”. Al contrario, John Lennon era molto sarcastico in merito a questo brano, lo detestava, e non faceva nulla per nasconderlo. Let it be venne registrata il 31 gennaio 1969. Paul McCartney suonava il piano, John Lennon il basso, George Harrison la chitarra elettrica, Ringo Starr la batteria e Billy Preston l’organo, il quinto elemento coinvolto da George nel progetto. In questa seduta furono registrate due versioni della canzone, una per il singolo e l’altra per il film. Quando fu pubblicato Let it be, i Beatles non esistevano già più, ma la loro musica sì, e il singolo raggiunse la prima posizione in classifica negli Stati Uniti e la seconda in Inghilterra, in Italia fu primo. Anche l’album uscì dopo la rottura definitiva, e a quell’epoca Paul aveva già pubblicato il suo primo album solista (McCartney).

La Magical Mystery Orchestra, in formazione completa con quintetto pop, quartetto d’archi, sezione fiati e attore, presenterà anche una serie di canzoni che gli stessi Beatles non hanno mai eseguito dal vivo, ma solo in studio di registrazione. Biglietti: platea 20 euro + 2 d.p.; galleria 15 euro + 2 d.p.

Alessandra Pirri 

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