Cronaca
Con le massime autorità tutta Nicotera si stringe attorno a Carmine Zappia il coraggioso imprenditore che non si è piegato alla ‘ndrangheta
ll coraggio di un uomo che non si è piegato alla ‘ndrangheta. E’ la storia di Carmine Zappia, 53 anni, di Nicotera, località calabrese, che si affaccia sul mar Tirreno, in provincia di Vibo Valentia, che nei giorni scorsi ha rialzato la saracinesca della sua tabaccheria di via Foschea, chiusa nell’agosto del 2019. Zappia con le sue denunce ha fatto arrestare, il 18 luglio 2019, i suoi aguzzini, esponenti del clan Mancuso. Dieci le persone finite nella rete della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro nell’ambito dell’operazione “Maqlub” con l’accusa di estorsione e di usura aggravata dai metodi mafiosi. Tra loro il boss 82enne Antonio Mancuso e il nipote Alfonso Cicerone che avrebbero cercato di indurre Zappia a cedere le sue attività commerciali: un negozio di arredamenti e una tabaccheria.

Molte le personalità presenti all’inaugurazione. Tra queste il comandante provinciale dell’Arma Bruno Capece, il comandante provinciale della Guardia di Finanza Roberto Prosperi e il comandante della Capitaneria Giuseppe Spera. Tra gli amministratori locali: il sindaco di Nicotera Giuseppe Marasco, il presidente della Provincia Salvatore Solano e il primo cittadino di Vibo Valentia Maria Limardo. Hanno presenziato anche il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri, il procuratore di Vibo Camillo Falvo, il prefetto Francesco Zito, il questore Annino Gargano, il vescovo Luigi Renzo, il referente di “Libera Calabria” don Ennio Stamile.

Il presidente della commissione antimafia Nicola Morra, inoltre, ha voluto far pervenire all’imprenditore nicoterese un messaggio via telefono. “Ci è voluto un po’ di tempo ma sono tornato – ha detto Carmine Zappia-. Non ho mai abbandonato l’idea di ritornare nella mia tabaccheria. Ci sono già molti miei clienti fuori, ricominceremo alla grande”. “Siamo qui – ha affermato invece il procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri – per dare coraggio ad un uomo che è stato coerente con quello che ha inizialmente detto, che ha collaborato senza pensarci due volte. Per noi è una giornata importante. E’ fondamentale perché fa parte di un progetto che va avanti ormai da anni. In questa città ci sono tre sostituti della Dda dedicati a questa provincia e abbiamo la fortuna di avere un grande procuratore come Limardo”. “La scelta di denunciare – prosegue poi Zappia – è stata una grande cosa. Mi sono liberato di un grosso peso e ho trovato nello Stato quello che non avrei mai creduto di trovare: persone come il prefetto Francesco Zito e il comandante dei Carabinieri Bruno Capece. Anche la vicinanza dei cittadini è stata molto importante. Vi ringrazio nuovamente tutti per la presenza”. Carmine Zappia, un esempio di resilienza e rinascita

Diego Mandarà


