Prevenire il rischio cardiovascolare attraverso un percorso personalizzato che unisce controlli clinici, attività fisica, educazione alimentare e supporto psicologico. È l’obiettivo di Cardio Sport, il programma di prevenzione cardiovascolare della Fondazione Don Gnocchi rivolto a persone che non hanno avuto eventi cardiovascolari maggiori, ma presentano fattori di rischio come ipertensione, dislipidemia, diabete nelle fasi iniziali, sovrappeso, obesità, sedentarietà o stress cronico.
Il percorso, attivo all’IRCCS Santa Maria Nascente di Milano, integra l’esperienza della cardiologia riabilitativa con quella della medicina dello sport. Prima dell’avvio vengono valutati il profilo di rischio e le condizioni fisiche attraverso esami che possono comprendere analisi del sangue, ecocardiogramma e test da sforzo o cardiopolmonare. L’équipe, composta da cardiologo, medico dello sport, fisioterapista, psicologo, dietista e infermiere, definisce quindi un programma individuale, coordinato da un case manager.
«Con Cardio Sport la prevenzione diventa un percorso concreto e misurabile. L’attività fisica non è un’indicazione generica, uguale per tutti: il tipo di esercizio, l’intensità e la progressione devono essere definiti sulla base del profilo di rischio e delle condizioni cliniche della persona», spiega Monica Tavanelli, cardiologa della Fondazione Don Gnocchi. «Quando il movimento viene impostato correttamente può contribuire al controllo di pressione arteriosa, glicemia, peso e colesterolo».
Il programma di allenamento dura circa due mesi e mezzo e prevede tre sessioni settimanali: due supervisionate al Centro e una da svolgere autonomamente. Le attività si svolgono in piccoli gruppi, fino a sei persone, con esercizi e carichi adattati alle condizioni individuali. Durante le sedute vengono monitorate pressione arteriosa e frequenza cardiaca.
L’obiettivo, sottolinea Marco Ferrario, fisiatra e specialista in medicina dello sport della Fondazione Don Gnocchi, è soprattutto favorire la continuità dell’attività fisica nella vita quotidiana. «Prescriviamo un’attività personalizzata, compatibile con capacità, interessi e tempo realmente a disposizione. Vogliamo far crescere gradualmente sicurezza e autonomia, perché il movimento diventi una piacevole abitudine di vita».
Al percorso motorio si affiancano counselling nutrizionale, educazione alimentare, sostegno psicologico per la gestione dello stress e strategie motivazionali. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, l’esercizio fisico regolare è associato a una riduzione del 20-35% della mortalità complessiva e del rischio di coronaropatia e ictus. L’OMS stima invece che il 31% degli adulti nel mondo, circa 1,8 miliardi di persone, non raggiunga i livelli raccomandati di attività fisica.
Foto ufficio stampa Fondazione Don Gnocchi


