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Caldo africano ma Genova non soffrirà la sete: il Brugneto è pieno con il paese in fondo al lago
Metà giugno, 30 gradi, torrenti asciutti.
Ma Genova non patirà la sete: il lago del Brugneto (gestito da Iren) è quasi pieno, 23,9 milioni di metri cubi d’acqua, quando il massimo è 25 milioni.
Io ricordo la grande sete del 1983, quando nel lago restavano soltanto 4 milioni di mq! Ne parlavamo ogni giorno, sui giornali. Io ero al “Lavoro”. Disastro. Poi, di colpo, il tempo cambiò. Un miracolo.
Ho visto, in quel 1983, affiorare in fondo al lago, i muri sbrecciati delle case dei 2 paesi, tirate giù con le mine, prima di essere sommerse. 15 case, Frinti, e 2 case Molini di Brugneto, tutte sommerse. Un dolore immenso per quelle famiglie, che videro l’acqua arrivare. Tutti vennero indennizzati. Carlin dei Frinti aveva portato via, piangendo, le sue mucche, dalla stalla.

Una leggenda dice che c’era anche una Chiesa, e riemergendo, nella siccità, si sentivano suonare, di nuovo, le campane. Non è vero, non esisteva una chiesa, e nel 2004, i sub dell’Amga avevano controllato e confermato. Solo poveri muri.
Il lago, (800 metri di altitudine) è sopra Torriglia, alta Val Trebbia, tra Rondanina e Propata. Venne costruito in cinque anni, dal 1954 al ’59. Nel ’60 cominciò a dissetare Genova e il Levante, dando inoltre, 2,5 milioni di mq a Piacenza, per le sue colture. Andate in gita sul Lago, nel verde. E’ bellissimo. C’è un anello, attorno al lago, di 14 chilometri; la diga è lunga 260 metri, la profondità dell’acqua, 70 metri. Ci sono carpe gigantesche. Una notte, mentre pescavo dalla riva, una carpa mi ha portato via una canna di 3 metri, che era ancorata a terra! Sopra al lago c’è il monte Antola col suo splendido Parco.
L’acqua del lago artificiale corre giù, verso Genova in galleria, per 14 chilometri, alimenta due Centrali idroelettriche, ma soprattutto veglia sui bisogni della citta. Mezzo milione (abbondante), di abitanti, e Porto e Industrie, e Commercio, e Turismo.
Ma io, domenica scorsa, camminando sulla diga, ho pensato a quelle 17 case, sommerse, e a chi vi abitava. Ho rivisto Carlin dei Frinti, spingere via, piangendo, le sue vacche con l’unico vitello.


