Wednesday, September 09, 2026

Spettacoli

Arriva a Macugnaga “La Conquista del Cervino”, spettacolo teatrale che celebra il “nobile scoglio d’Europa”

Luglio 03, 2024

Creste che si stagliano contro il cielo, strapiombi oscuri, scivoli di ghiaccio che segnano la roccia. Eccolo. È il Cervino. Appuntamento per il prossimo sabato 6 luglio alle ore 21 presso la Kongresshaus di Macugnaga, con il Festival Terra e Laghi, che metterà in scena lo spettacolo “La Conquista del Cervino” Perché la scalata del Cervino è una delle più grandi sfide che la storia dell’alpinismo ricordi. Jean Antoine Carrel, “il bersagliere”, guida di Valtournenche, dopo aver combattuto sui campi di battaglia del Risorgimento italiano, una volta fatta l’Italia, si trova davanti all’ultima guerra: la conquista della montagna più bella delle Alpi. Ed ecco quindi in scena, il racconto della conquista del Cervino.

Era il 14 luglio 1865. Due gli eventi che fanno entrare l’alpinismo e il Cervino nell’immaginario dell’Europa. Nella prima, una cordata di sette uomini è impegnata negli ultimi metri della salita. E mentre il primo sventola il cappello sui 4478 metri della cima, gli ultimi sono ancora alle prese con un ostico passaggio su roccia. Poi, la tragedia che avviene qualche ora dopo, in discesa. Al centro sono quattro alpinisti, che precipitano senza speranza, legati in cordata, in una nuvola di neve e di pietre. Più in su, altri tre uomini si aggrappano con tutte le loro forze alla roccia. I due brandelli della corda che si è appena spezzata distano meno di un metro. Ma il 14 luglio 1865, è un giorno che cambia l’alpinismo. Nelle stesse ore, due guide dell’Oberland Bernese, i cugini Jakob e Melchior Anderegg, conducono quattro clienti inglesi (Adolphus Moore, Francis e Horace Walker, George Mathews) nella prima salita dello Sperone della Brenva. Nessuno dei sei ha i ramponi. Sono in gran parte britannici e svizzeri, i protagonisti dell’avventura sul Cervino. A Edward Whymper si affiancano il reverendo Charles Hudson, lord Francis Douglas e il giovane e inesperto Douglas Robert Hadow. Partecipano due guide di Zermatt, Peter Taugwalder padre e figlio. Completa la comitiva Michel Croz, una grande guida di Chamonix che pochi giorni prima ha condotto Whymper sull’Aiguille Verte.Edward Whymper, 25 anni, ha visitato per la prima volta le Alpi nel 1861, e ha compiuto molte ascensioni importanti. Non è ricco o nobile come altri soci dell’Alpine Club, e per concedersi le sue ascensioni, e l’aiuto delle migliori guide, vende disegni ai giornali, poi pubblica libri e guide. Nel 1880, per finanziare una spedizione in Ecuador, raccoglie e vende per corrispondenza ceneri e lapilli dei vulcani. Whymper tenta per la prima volta il Cervino, dal versante italiano, a fine agosto del 1861. Nell’estate successiva riprova per ben quattro volte, da entrambi i versanti, a volte con guide svizzere e in altri casi con Jean-Antoine Carrel, la migliore guida di Valtournenche. Nell’estate del 1864 il tempo è quasi sempre pessimo.L’11 luglio del 1865, Whymper si accorda con Jean-Antoine Carrel per tentare la “Gran Becca” lungo la cresta svizzera dell’Hörnli. A sua insaputa però, la guida è già d’accordo con Felice Giordano, uno dei fondatori del C.A.I., per un tentativo tutto italiano lungo la Cresta del Leone. Ma Whymper, quando scopre di essere stato abbandonato, non rinuncia. Passa in Svizzera traversando il Teodulo con Douglas, reduce dalla prima salita dell’Obergabelhorn, che invita sul Cervino. A Zermatt incontra Croz e il suo cliente, il reverendo Hudson. Poi si aggregano alla squadra i due Taugwalder e Hadow. Il 13 luglio gli inglesi e le guide salgono verso il Cervino, e si accampano a 3350 metri di quota. Croz e il giovane Taugwalder vanno in avanscoperta, e riferiscono che l’itinerario è facile. L’indomani si parte presto, arrampicando per rocce ripide ma facili. Alle 11 il gruppo è ai piedi della Testa, il blocco roccioso che forma la sommità del Cervino, e Michel Croz passa in testa. La roccia non è ripida, ma neve e ghiaccio rendono l’ascensione pericolosa. Hadow dev’essere aiutato più volte con la corda, poi un facile nevaio porta in cima.Poi, sui 4478 metri del Cervino, il gruppo si gode il trionfo. Poi bisogna scendere. Michel Croz si abbassa per primo. Whymper, che è forte ed esperto come una guida, chiude la fila assicurando gli altri. Nel tratto più difficile gli alpinisti si muovono uno alla volta, con il massimo di sicurezza possibile su un terreno così infido. La tragedia avviene quando Croz, che precede Hadow per aiutarlo, si volta per un momento verso il basso. L’inglese scivola, lo colpisce alla schiena, lo scaraventa nel vuoto. La corda non tesa strappa anche Hudson e Douglas dalla parete. Sarebbe la fine per tutti, ma la corda che lega Douglas a Taugwalder padre si spezza. “Vinto con una facilità che non avrebbe potuto essere prevista, come uno spietato nemico, ha avuto una terribile vendetta” commenta Whymper nei suoi memoriali.

Regia di Livio Viano, con Roberto Anglisani. Musiche di Giorgio Negro.

Alessandra Pirri

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