Fuoco naïf. Quando ogni scena dipinta, è scena vissuta. E il 24 marzo 1928, 93 anni fa, a Camerale di Tossicia (Te), nasceva Annunziata Scipione, fra le maggiori artiste naïf del Novecento. Perché Annunziata disegnava e scolpiva a sentimento. Arrivò fino alla terza elementare, non frequentò mai scuole d’arte, iniziò a disegnare di nascosto, in campagna, da piccola. Fino a 40 anni, non produsse nulla di ufficiale. Intrecciava la lana delle sue pecore, scarabocchiava sui muri delle stalle, scolpiva qualche pietra a occhio: accademia della vita agricola, l’arte sgrizzava naturalmente. Intorno al 1970, un pomeriggio, andò a Montorio con il marito Ettore per comprare dei colori a olio: il marito acquistò, Annunziata iniziò a fare sul serio. Le sue opere, dallo stile riconoscibilissimo, raccontano l’Abruzzo di una volta, la campagna, la vita vissuta, con una cura dei particolari e una ricchezza di colori che veramente si rimane stupiti.

Se ne accorse Cesare Zavattini, che volle alcuni suoi quadri per il “Museo Nazionale Arti Naïves” di Luzzara, dove ancora oggi sono esposti accanto a quelli di Antonio Ligabue. Se ne accorse la Chiesa Cattolica, che nel 1983 selezionò due quadri della nostra per celebrare l’Anno Santo. Se ne accorsero i critici di mezzo mondo: monografie, personali, mostre a tutte le vie. E Annunziata, nel frattempo, stava al paese, ringraziava e continuava a dipingere le sue cose, fra la casa e la campagna, senza scomporsi. Molti quadri li regalava proprio, per tanto poco. Azzinano di Tossicia, il suo paese, da qualche anno è diventato un museo a cielo aperto: decine di murales, ispirati dalla figlia prediletta, impreziosiscono le case ricordando i “giochi di una volta”. Proprio ad Azzinano, tre anni fa, si è spenta Annunziata Scipione, splendida artista contadina. E l’immenso lavoro pittorico dell’artista, costituisce anche una sorta di diario enciclopedico delle usanze, delle attività lavorative, delle tradizioni laiche e religiose della società arcaico-rurale dei luoghi dov’è nata e ha vissuto, molto simili, del resto, a quelli di tutta l’Italia fino al dopoguerra.
Per approfondire, due bei libri: “Annunziata Scipione artista naif. Ediz. illustrata” di Marzio Dall’Acqua, Renzo Margonari e Antonello Rubini, o la più antica monografia “L’arte naif di Annunziata Scipione. Pittrice della Valle Siciliana” di Natale Cavatassi e Giammario Sgattoni.






Alessandra Pirri


