Thursday, September 10, 2026

Società

Alla Casa circondariale di Busto Arsizio continuano gli incontri con la chiesa Adi per il “dopo di qui”

Giugno 21, 2022

La casa circondariale attuale, si sostituisce alle Carceri storiche, le prigioni più antiche del comune. L’antico edificio, che si trova nel centro città, era un tempo collegato col vicino Palazzo Cicogna attraverso un corridoio. Edificio conosciuto con diversi nomi, tra cui Carceri Austriache oppure Carceri Ottocentesche, presenta una struttura a T, divisa su tre piani, ognuno dei quali era composto da 5 celle. In più, nell’edificio si potevano trovare altri locali tra cui una cappella affrescata, un’infermeria e, all’ultimo piano, un spazio dedicato alla scuola per i detenuti. Fu il Governo austriaco che commissionò la realizzazione delle carceri all’architetto Giuseppe Brivio nel 1851. Il progetto iniziale prevedeva di costruire una struttura detentiva a Panopticon (edificio circolare con uno spazio al centro, dove solo una guardia poteva tenere sotto controllo tutti i prigionieri). Questo tipo di architettura non fu realizzata, ma l’architetto usò delle strategie per rendere impossibile l’evasione. Infatti le porte sono molto basse per obbligare il prigioniero ad abbassarsi per uscire, e le celle sono sfalsate tra loro per non permettere ai detenuti di parlare. Le volte sono tutte a vela, a volte quadra a volte rettangolare, e ciò attribuisce al fabbricato un particolare pregio. L’edificio fu realizzato su una area che apparteneva al parco retrostante il palazzo dei conti Cicogna, ultimi proprietari del palazzo nobiliare, acquisito in seguito dal comune e adibito a Tribunale e successivamente a biblioteca e a raccolta di opere d’arte. Il Carcere venne utilizzato come tale fino alla metà degli Anni ’80 del ventesimo secolo, quando fu abbandonato in favore dell’odierna grande struttura in via per Cassano. Le pareti conservano tuttora testimonianza della presenza dei detenuti: graffiti, foto appese alle pareti, alcune anche molto ‘esplicite’. All’ultimo piano, è presente un’aula piuttosto ampia e luminosa, che era adibita a scuola per i detenuti e a cappella per le funzioni religiose. Le carceri storiche furono attive per 130 anni e potevano ospitare fino a 40 prigionieri. Nel 1908 troviamo la prima evasione dall’edificio, 4 detenuti per scappare fecero un buco nel muro. Ci furono altri tre tentativi di evasione, uno finito male nel 1926 dove i prigionieri attaccarono una guardia; nel 1959 scappò un solo detenuto e infine nel 1980, tre detenuti scapparono con una corda di lenzuola dal tetto. Nel 1950 l’edificio versava in uno stato di inadeguatezza. Considerato antiquato e obsoleto per le condizioni pessime del servizio igenico-sanitario, negli Anni ’70 aveva però ancora 34 detenuti e alcuni prigionieri del carcere di Rho. Le Carceri chiusero definitivamente nel 1984, perché sostituite da un edificio più moderno al di fuori della città.

Pensare al dopo. Pensare a ritrovare il proprio posto nel mondo. E ogni week end, il pastore della chiesa evangelica Adi di Busto Arsizio, Gaetano Salerno, con il permesso del Ministero dell’Interno, e con il permesso del direttore del carcere di Busto Arsizio, tiene delle riunioni nel reparto scuola, dove sono presenti varie aule scolastiche. Gl incontri si svolgono ogni sabato mattina, dalle ore 10 alle 12, sul tema della fede in Dio come aiuto per ricominciare a vivere una nuova prospettiva di vita, tralasciando il passato per vivere il presente con nuova forza.

Ed è in questo ubicato nella via per Cassano Magnago, che il pastore Gaetano Salerno tiene le conferenze. Per il “dopo di qui”. Per rinascere nel mondo.

Alessandra Pirri

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