Thursday, September 10, 2026

Società

Adulti e Bambini – Impariamo dalla nascita

Gennaio 22, 2022

Seconda puntata di una serie di articoli a cura di Federica Mormando, a uscita settimanale, che spiegano come e perché agire al meglio con i bambini fin dalla nascita, per permetterne la buona formazione della mente e della persona, rispettando i tempi individuali.

Dalla nascita fino all’incirca ai 5 anni l’apprendimento è sensoriale, dipende cioè dagli input che arrivano ai cinque sensi. All’inizio i bimbi assorbono inconsciamente tutte le sensazioni che arrivano dall’ambiente, poi diventano sempre più coscienti: perfezionano, arricchiscono e scelgono.

Ricordo i neonati di immensi orfanotrofi che, pur nutriti e lavati, non ricevevano carezze né alcun rapporto di chiacchiere, di coccole: morivano attorno ai sei – otto mesi di vita (depressione di Spitz).

Non è questa per fortuna la condizione dei nostri neonati. I giochi devono guidarlo e aiutare ad agire, ad esercitarsi usando le proprie forze. Da subito, non va offerta nessuna confusione di stimoli.

Vedo bimbi di pochi mesi che, ancora in carrozzina, tengono in mano cellulari, affascinati dal susseguirsi di immagini, luci, suoni, che per loro non hanno alcun senso.

Il virtuale è appunto virtuale. I bambini hanno bisogno di imparare la realtà, nelle sue dimensioni che si toccano, si annusano, si osservano, si misurano, si ascoltano e si gustano.

Per i bimbi fino ad un anno è importante imparare a controllare e coordinare i propri movimenti, capire la forza necessaria per afferrare un oggetto o la distanza che li separa dal gioco che vogliono raggiungere. Ciò comprende tanti tentativi, prove, errori, e fare e rifare la stessa azione per tutto il tempo necessario ad acquisire una nuova abilità.

Attiriamo la loro attenzione con giochi di ombre, con piccole luci che si muovono sul muro, con il “gioco del cucù” che fa scomparire per un attimo la nostra presenza rassicurante per poi farla ricomparire tra espressioni di gioia e meraviglia. Arricchiamo ogni emozione con le espressioni del nostro volto: gioia, tristezza, delusione o stupore non possono essere spiegati con le parole. I piccoli portano ogni oggetto alla bocca, dove sono recettori sensoriali altamente specializzati.

Percepiscono degli oggetti consistenza, forma, provando sensazioni di massima intensità ed esercitando la coordinazione tra vista e movimento delle mani. Lanciano tutto a terra sentendo i differenti suoni prodotti e sperimentando come ogni loro azione influenzi il mondo che li circonda. Quest’ultima è un’azione che indispettisce l’adulto, costretto a chinarsi per raccogliere e dare ripetutamente gli oggetti buttati per terra. Per motivarci, ricordiamo che stiamo collaborando a un esercizio utilissimo per il bambino. 

Aiutiamo l’ attenzione anche con giochi di ombre, con piccole luci che si muovono sul muro, con il “gioco del cucù” che fa scomparire per un attimo la nostra presenza rassicurante per poi farla ricomparire tra espressioni di gioia e meraviglia. Arricchiamo ogni emozione con le espressioni del nostro volto: la gioia, la tristezza, la delusione o lo stupore non possono essere spiegate con le parole.

Infine non tralasciamo di parlare con i bambini, raccontare di ciò che accede o che vediamo intorno a noi: mostriamo l’immensità del cielo o la meravigliosa danza della neve che cade. Raccontiamo piccole storie tanto più brevi e semplici quanto più i bambini sono piccoli. Dalle nostre parole nasceranno le loro parole.

Federica Mormando (psichiatra psicoterapeuta, pres. Eurotalent Italia)

Luisa de Ponti: dr.ssa in matematica, specializzata in metodo montessoriano

Illustrazione di Lucrezia Zaffarano (Maestra d’arte)

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