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Nella prestigiosa cornice del Circolo Ufficiali delle Forze Armate d’Italia si è tenuta la conviviale mensile del Rotary Club Roma Quirinale
Ieri sera, presso la prestigiosa cornice del Circolo Ufficiali delle Forze Armate d’Italia, si è tenuta la conviviale mensile del Rotary Club Roma Quirinale
In un’atmosfera di solenne condivisione e alto profilo istituzionale, il Rotary Club Roma Quirinale ha dato vita alla sua consueta conviviale, destinando il ricavato ai service del Club e alla Rotary Foundation. Alla serata ha presenziato l’assistente del governatore del Distretto 2080, Raffaele Carso, che ha sottolineato l’importanza della cooperazione con il distretto, della formazione rotariana e dell’impegno rotariano nel tessuto sociale della Capitale e dell’intero territorio laziale.
Tra momenti cerimoniali e convivialità, si è celebrato l’ingresso ufficiale di due nuovi soci: l’imprenditore Marco Crimi e il dirigente della polizia locale Alberto Del Sordo. Il loro ingresso è stato accolto con giubilo e soddisfazione, alla presenza del presidente del Club e degli altri soci, con l’impegno ad un rinnovato impulso operativo verso i service e le iniziative in ambito culturale e sociale.

Dopo il tradizionale cerimoniale rotariano e l’esecuzione degli inni, a seguito del saluto del presidente, la serata ha visto una relazione di grande spessore affidata alla dottoressa Ilaria Moroni, dell’Archivio Flamigni. Il suo intervento ha offerto una penetrante disamina della titanica e difficilissima opera di archiviazione, digitalizzazione e catalogazione della vita dello statista Aldo Moro: un progetto che mira a restituire alla collettività non solo l’istantanea del tragico epilogo del 1978, ma la biografia completa, intellettuale e politica, del giurista, del docente universitario, del mediatore politico. L’Archivio Flamigni – costituito con la finalità di «inventariare e rendere disponibile» la vasta documentazione sull’attività di Aldo Moro e sui fenomeni di terrorismo e stragismo nel nostro Paese – ha infatti promosso il versamento del fondo Moro a partire dal 2012 e curato la digitalizzazione di materiali originali, in stretta collaborazione con la Direzione Generale Archivi e l’Istituto Centrale per gli Archivi.

Moroni ha ricordato come il grande pubblico associ primariamente il nome di Aldo Moro all’assassinio perpetrato dalle Brigate Rosse, ma conosca assai meno il suo impegno come protagonista della Prima Repubblica: docente di Diritto penale, presidente del partito, primo firmatario del “Compromesso storico” e – in ultima istanza – vittima di una violenza politica che segnò l’intero sistema democratico italiano. È questo il senso della “memoria attiva” evocata nel corso della serata: non mera commemorazione, bensì impegno civico nella conoscenza, nella trasparenza, nella custodia della memoria giuridica e politica della nazione. In tale prospettiva, l’intervento del prof. Giovanni Moro, sociologo e figlio di Aldo Moro, ha avuto grande rilievo: ha richiamato il dovere della memoria storica, giuridica, politica nel più alto senso possibile, troppo spesso dimenticata e troppo poco conosciuta.
Al termine della relazione, i soci del Rotary Club Roma Quirinale hanno ricevuto un caloroso invito a visitare la Fondazione promossa dall’Archivio Flamigni, quale luogo simbolo della memoria civile, perché – nelle parole dei convenuti – «fare Rotary significa anche fare cultura ».
La serata si è quindi conclusa, come da tradizione rotariana, con il suono della campana, scatti fotografici finali e un brindisi in spirito di amicizia, servizio e impegno per la comunità.


