MILANO – Tra sessioni di smart working interminabili, ore di lezioni scolastiche su Skype e chiamate di gruppo, l’effetto Covid-19, alle 23 di mercoledì 1 aprile, ha messo in grave difficoltà il sistema informatico globale.
A quell’ora i social dell’ecosistema Facebook – Instagram, WhastApp e Messenger – sono infatti andati in “crash”, smettendo di funzionare. Mark Zuckerberg lo aveva anticipato qualche giorno fa: “Non siamo ancora di fronte a una epidemia massiccia nella maggioranza dei Paesi del mondo. Ma se si arrivasse a questo, dobbiamo attrezzare le nostre infrastrutture per riuscire a sostenere il picco di traffico, per essere sicuri che non vadano in tilt”. Purtroppo qualcosa non ha funzionato ed i server delle piattaforme non sono riusciti a gestire l’enorme mole di traffico.
In condizioni normali, applicazioni come WhatsApp e Messenger ogni giorno veicolano circa 60 miliardi di messaggi. Dagli inizi dell’emergenza il numero è aumentato in maniera esponenziale.
Solo nell’ultimo mese lo scambio di messaggi si è incrementato più del 50 per cento. In Italia, uno dei Paesi più colpiti dalla pandemia e in cui le regole del distanziamento sociale sono ormai in vigore da settimane, l’aumento registrato arriva a sfiorare il 70 per cento.
Stupisce ancora più l’aumento delle chiamate di gruppo su WhatsApp e Instagram, in termini di tempo, di oltre il 1000 per cento.
A rendere noti questi dati è stato proprio Facebook con un post firmato dai suoi due vicepresidenti, Alex Schultz e Jay Parikh: “L’espandersi della pandemia e il fatto che sempre più persone stiano limitando i contatti sociali ha anche fatto sì che molte più persone utilizzino le nostre app. Gran parte dell’aumento del traffico sta avvenendo sui nostri servizi di messaggistica, ma abbiamo anche visto più persone utilizzare altri nostri prodotti, come la sezione notizie e le storie, per ricevere aggiornamenti da familiari e amici” scrivono i due che, tuttavia, aggiungono “stiamo facendo tutto il possibile per mantenere le nostre app veloci, stabili e affidabili.”
In tempi di quarantena però l’utilizzo di Internet non si ferma ai tradizionali WhatsApp e Instagram: in molti stanno riscoprendo Zoom, un’applicazione perfetta per le videochiamate e le videoconferenze di gruppo. Sono salite in modo rilevante le ore trascorse su Netflix e su altre piattaforme di streaming o gaming online.
In moltissimi, tra professori e docenti universitari, hanno optato per l’utilizzo di Skype nel tentativo di portare a termine con un discreto successo l’anno scolastico. Queste ultime applicazioni e piattaforme riescono ancora, almeno per il momento, ad essere gestite dai rispettivi responsabili senza troppe difficoltà anche se Netflix e YouTube hanno già deciso di limitare la qualità dello streaming per ridurre il traffico dati.
Insomma in un momento in cui ci mancano le chiacchierate attorno a un tavolo con i parenti, le serate con gli amici e tutto ciò che ci ricorda la normalità, possiamo ritenerci fortunati ad avere la connessione Internet.
Federica Cozzi


