Nella cornice austera ma suggestiva del Circolo Ufficiali delle Forze Armate d’Italia, la sera del 26 giugno 2025 ha avuto luogo la tradizionale cerimonia di passaggio della campana del Rotary Club Roma Quirinale. L’appuntamento, molto più di un atto formale, ha riunito soci, autorità rotariane e ospiti in un clima d’intensa partecipazione, scandito dal suono simbolico della campana che segna l’avvio di un nuovo ciclo associativo.
Tra gli ospiti, l’assistente del governatore Patrizio Di Tursi, latore dei saluti ufficiali del governatore distrettuale Fabio Arcese. In sala anche il presidente entrante e uno dei past president del Rotary Club Roma Foro Italico, a conferma del forte spirito di rete che unisce i club della Capitale. Il riconoscimento della leadership del presidente uscente Mario Arcidiacono è stato confermato anche a livello distrettuale con la sua nomina ad assistente del governatore.

Il rito di successione si è idealmente collocato tra il motto che ha ispirato l’annata appena archiviata, «La magia del Rotary», e quello scelto dal presidente Internazionale Francesco Arezzo per il 2025-2026, «Uniti per fare del bene». Due linee guida che si intrecciano nel quotidiano agire del Club, dove l’etica del servizio diventa ascolto del territorio, prossimità alle fragilità e solidarietà concreta.
Il presidente uscente Mario Arcidiacono ha offerto un resoconto puntuale dei dodici mesi trascorsi: progetti culturali, iniziative educative, partenariati sociali e un significativo incremento dell’effettivo hanno contraddistinto un anno che ha visto il sodalizio crescere anche sul piano economico-gestionale. In riconoscimento della leadership esercitata, Arcidiacono è stato nominato dal governatore del Distretto 2080 assistente del governatore per l’anno rotariano 2025/2026. Non sono mancati momenti di gratitudine: tutti i componenti del consiglio direttivo uscente hanno ricevuto una targa personalizzata per il contributo offerto.
Arcidiacono ha ricevuto la Paul Harris Fellow con tre zaffiri quale primo atto formale della nuova Presidenza del Club. Prima di consegnare collare e martelletto al successore, ha ricambiato l’onore conferendo al neopresidente una Paul Harris Fellow con due rubini, gesto che ha suggellato un passaggio di consegne improntato a stima reciproca. I due presidenti hanno quindi scambiato simbolici doni rotariani, scelti per la loro rarità e per il valore ideale di continuità e amicizia.
La serata ha visto anche la spillatura di un nuovo socio, un momento eseguito congiuntamente dai due presidenti e dall’assistente del governatore, a testimonianza dell’attenzione del Club alla crescita qualitativa e alla rigenerazione interna.
Nel discorso di insediamento, il nuovo presidente ha evidenziato la volontà di lavorare con i soci, per i soci e sui soci, ponendo l’unità interna come condizione indispensabile per «fare del bene». Ha assicurato la continuità dei progetti più rodati e annunciato che il dettaglio delle nuove iniziative sarà illustrato nella conviviale programmata per il 17 luglio.
È stata inoltre presentata la composizione del consiglio direttivo 2025-2026, che coniuga l’esperienza di alcuni membri riconfermati con l’entusiasmo di nuove professionalità, in un equilibrio di innovazione e radicamento.
Tra note di commozione e attese, la cerimonia ha certificato un passaggio di testimone sereno e ricco di fiducia. Il suono della campana ha unito idealmente passato e futuro, aprendo un nuovo anno rotariano votato all’impegno condiviso, all’amicizia e alla realizzazione di progetti capaci di incidere positivamente sulla comunità.
Nella foto in alto il Circolo Ufficiali delle Forze Armate d’Italia
Maria Luisa Cesetti


