Quando finalmente usciremo da questo tunnel, potremo riflettere su conoscenze, dubbi e certezze. Non si tratta di dire che tutto è opinabile, che uno vale uno, compreso chi è convinto che la terra sia piatta e tutte le prove contrarie siano complotti per ingannarci.
Ma bisogna sapere che anche la scienza procede per ipotesi, previsioni non sempre avverate, sforzi continui di adeguamento delle teorie all’esperienza.
Si è detto e scritto molto sull’altalena dei politici – nazionali e locali – tra allarmismi e sottovalutazioni dell’emergenza Coronavirus. Un caso per tutti: il passaggio da “Milano non si ferma” a “chiudiamo tutto”. Anche medici e virologi hanno collezionato le loro contraddizioni e incertezze: prima le mascherine non servivano a niente, poi si è detto che a qualcosa servirebbero, ma non ce ne sono abbastanza.
Di fronte a situazioni mai viste prima, non solo l’uomo della strada, ma anche quello di scienza cerca di capire e qualche volta sbaglia. All’inizio di questa storia, in gennaio quando il contagio era in Cina, due coniugi provenienti da Wuhan si sono presentati spontaneamente e sono stati curati e isolati. Curati loro e qualche loro contatto, sembrava che il pericolo fosse passato. Poi capitò, nei primi giorni di febbraio, il “paziente uno” di Codogno, e cominciò la caccia – senza successo – al paziente zero che gli aveva trasmesso il virus.
Solo a marzo ci si è resi conto che la ricostruzione dei contatti tra persone era inutile: il virus era già sparso, e i contagiati potevano trovarsi ovunque. Quindi la chiusura di Lombardia più 14 province, e subito dopo la quasi-chiusura di tutta Italia. E forse non finirà qui. Occorre stare in casa, non frequentarsi anche tra parenti, osservare le distanze di sicurezza, perché chiunque di noi potrebbe essere un contagiato asintomatico; tutti devono stare alla larga da tutti.
Per un mese gli esperti non ce l’avevano detto. Non per reticenza; probabilmente perché loro stessi non lo sapevano. La gente di scienza è preziosa, guai ad affidarsi agli ignoranti, alle suggestioni. Ma la scienza non è religione o filosofia; accerta le cose passo passo. L’importante è che lo sappiamo, e lo sappiano soprattutto loro; senza impuntarsi su ipotesi provvisorie che possono risultare sbagliate.
Marco Volpati


